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Guida
su Giulianova |
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Alfonso Tentarelli -
(1906 - 1992) |
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Anno 1972. Lo
scultore Alfonso |
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Tentarelli
mentre realizza il |
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bassorilievo da applicare
alla |
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lapide per le onoranze
del |
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letterato Adolfo Borgognoni. |
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Prigioniero nei campi di |
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sterminio tedeschi |
| Opera di
Alfonso Tentarelli |
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Alfonso Tentarelli |
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Alfonso Tentarelli. Un grande artista |
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Fra creta, marmo, legno e bronzo, sempre con Giulianova
nel cuore |
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di
Luigi Braccili |
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foto
di Pierino Sintomo |
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Tre quarti di secolo di lavoro
duro, ma altamente creativo |
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Dalla “creta” dei laterizi
all’argilla delle statue |
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Il suo logo scultoreo: il
monumento ai caduti del mare di
Giulianova |
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Le sue opere sono presenti nei
vari musei del mondo |
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In effetti l’impatto, almeno sotto il profilo emotivo, è
gratificante ed arriva nel
momento in cui si imbocca il
lungomare dalla piazza
meridionale. A destra il
porto, come supporto non
solo di attracco, ma
soprattutto di lavoro
marinaro, a sinistra la
collina con l’imponente
cupolone che ci
ricorda di conservare le
ossa di San Flaviano, venuto
dall’Oriente.
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Ed al centro? Sì, nella parte centrale, si staglia verso il cielo,
come un simbolico messaggio
marmoreo, il Monumento ai
caduti del mare che
Alfonso Tentarelli
(Giulianova
1906-1992) scolpì nel 1976.
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Si tratta di una stele con
alla base la disperata
figura di un uomo ricurvo
sul corpo esanime di un
pescatore . Abbiamo parlato
di messaggio e tale era
secondo l’atto creativo di
“Don Alfonso”, così lo
chiamavano tutti a Giglie,
che auspicava la
possibilità per le tante
famiglie che hanno perso un
proprio caro in mare, alcuni
purtroppo senza tomba perché
dispersi nel sottofondo
marino, di ricordarli,
magari solo con uno sguardo
a quella espressione di
pietra, ma anche e
soprattutto di fede.
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La vita dell’artista giuliese
avrebbe potuto ispirare un
copione di qualsiasi genere. A
dieci anni, aveva da poco
concluso gli studi elementari,
si ritrovò orfano di guerra e
nella necessità di mettersi a
lavorare per mantenere la
famiglia. Lavorò duramente,
insieme alla madre, in una
fornace di laterizi dove, quasi
per un ineluttabile presagio,
ebbe a che fare con due elementi
che ci teniamo a definire
“biblici”: l’argilla e l’acqua
per farne tegole e mattoni,
entrambi essenziali
nell’edilizia, ma che dovevano
diventare la materia prima per
la sua attività futura di
scultore. |
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Il giovane “Funzine” ebbe a che fare con l’argilla, che tutti
chiamavano nell’accezione
vernacola “creta”, prima per
lavorio successivamente per
arte. A me che gli sono
stato molto vicino,
nonostante i ventitré anni
di età che ci
differenziavano, raccontò la
soddisfazione che provò
quando fece, da bambino, il
suo primo lavoro. “Fu
quando realizzai una pipa di
terracotta (coccio) - mi
disse - che raffigurava il
viso barbuto di Garibaldi
che si innestava ad un
bocchino di canna ricurva e
la regalai al mio vecchio
nonno. Ricordo la
soddisfazione che provai
quando vidi mio nonno che
fumava la mia pipa seduto su
di una panchina sotto il
monumento di
Vittorio Emanuele II,
opera dello scultore
giuliese
Raffaello Pagliaccetti
al quale mi sono sempre
ispirato come se fossi un
suo figlio…putativo”.
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Le sue opere sono sparse, va
detto senza esagerazione, in
tutto il mondo, d’altra
parte in ben settantacinque
anni di intensa attività con
quello che ha artisticamente
prodotto ha avuto la
possibilità di riempire, si
fa per dire, chiese, musei e
piazze. Per ammirare la
grande statua marmorea di
san Francesco, scolpita nel
1972, basta andare ad Arpino,
la patria di Marco Tullio
Cicerone. La grande statua,
collocata nella piazza della
cittadina laziale, fu
assegnata a Tentarelli
perché vincitore di un
concorso nazionale, il suo
lavoro fu scelto fra
centinaia di bozzetti,
arrivati anche dall’estero.
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Continuando con l’arte
sacra, si può anche
sconfinare all’estero: a New
York, nella cattedrale di
San Pedricca, può essere
ammirata la statua della
Vergine col bambino, ad
Uribia, in Colombia,
nell’interno del duomo, c’è
un Battistero scolpito in
legno. E poi ancora la
statua di Sant’Antonio a
Maracaiba, in Venezuela, ed
a Philadelphia la statua in
legno cromato che
rappresenta la Madonna del
Sabato Santo, molto venerata
nella nostra Val Vibrata.
Chi dovesse visitare i musei
di Mosca, Parigi e Ginevra
non avrebbe difficoltà a
riconoscere le opere di
Alfonso Tentarelli che, lo
abbia scritto anche nel
titolo, quando ha creato,
modellato, scolpito e
forgiato, lo ha fatto
sempre… con Giulianova nel
cuore.
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