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Fonda nel 1953 a Montesilvano una scuola d’arte che riscuote molto successo grazie all’iscrizione di moltissimi allievi, alcuni dei quali diventeranno più tardi dei validi artisti. Sempre nello stesso anno continua il processo di perfezionamento di un interessante procedimento di produzione ceramica in cui il colore è impastato con la materia tanto che qualcuno ha voluto paragonare tale tecnica “ai biscuit bianchi della fabbrica borbonica di Capodimonte” (A. Sorrentino); l’opera intitolata Bambino del 1952 è senz’altro un esempio di come quella tecnica potesse assurgere ad elemento materico non tanto di un piccolo oggetto quanto di una scultura. Nel 1954 espone a Palermo al circolo della Stampa e l’anno successivo inaugura una mostra presso l’istituto per l’Unione Culturale di Torino.
Alfonso Tentarelli - (1906 - 1992)
Anno 1972.  Lo scultore Alfonso
 Tentarelli mentre realizza il
bassorilievo da applicare alla
lapide per le onoranze del
letterato Adolfo Borgognoni.
 
 
Prigioniero nei campi di sterminio tedeschi, opera dello scultore-maestro Alfonso Tentarelli
Prigioniero nei campi di
sterminio tedeschi
Opera di Alfonso Tentarelli
Alfonso Tentarelli
Alfonso Tentarelli. Un grande artista
Fra creta, marmo, legno e bronzo, sempre con Giulianova nel cuore
 di Luigi Braccili
 foto di Pierino Sintomo
 
 
Tre quarti di secolo di lavoro duro, ma altamente creativo
Dalla “creta” dei laterizi all’argilla delle statue
Il suo logo scultoreo: il monumento ai caduti del mare di Giulianova
Le sue opere sono presenti nei vari  musei del mondo
 
 
In effetti l’impatto, almeno sotto il profilo emotivo, è gratificante ed arriva nel momento in cui si imbocca il lungomare dalla piazza meridionale. A destra il porto, come supporto non solo di attracco, ma soprattutto di lavoro marinaro, a sinistra la collina con l’imponente cupolone che ci ricorda di conservare le ossa di San Flaviano, venuto dall’Oriente.
Ed al centro? Sì, nella parte centrale, si staglia verso il cielo, come un simbolico messaggio marmoreo, il Monumento ai caduti del mare che Alfonso Tentarelli (Giulianova 1906-1992) scolpì nel 1976.
Si tratta di una stele con alla base la disperata figura di un uomo ricurvo sul corpo esanime di un pescatore . Abbiamo parlato di messaggio e tale era secondo l’atto creativo di “Don Alfonso”, così lo chiamavano tutti a Giglie, che auspicava la possibilità  per le tante famiglie che hanno perso un proprio caro in mare, alcuni purtroppo senza tomba perché dispersi nel sottofondo marino, di ricordarli, magari solo con uno sguardo a quella espressione di pietra, ma anche e soprattutto di fede.
Giulianova: Alfonso Tentarelli, Monumenoi ai caduti del mare Giulianova: Alfonso Tentarelli, Monumento ai caduti del mare
 

La vita dell’artista giuliese avrebbe potuto ispirare un copione di qualsiasi genere. A dieci anni, aveva da poco concluso gli studi elementari, si ritrovò orfano di guerra e nella necessità di mettersi a lavorare per mantenere la famiglia. Lavorò duramente, insieme alla madre, in una fornace di laterizi dove, quasi per un ineluttabile presagio, ebbe a che fare con due elementi che ci teniamo a definire “biblici”:  l’argilla e l’acqua per farne tegole e mattoni, entrambi essenziali nell’edilizia, ma che dovevano diventare la materia prima per la sua attività futura di scultore.

 

Giulianova: Alfonso Tentarelli, Monumento ai caduti del mare

 
Il giovane “Funzine” ebbe a che fare con l’argilla, che tutti chiamavano nell’accezione vernacola “creta”, prima per lavorio successivamente per arte. A me che gli sono stato molto vicino, nonostante i ventitré anni di età che ci differenziavano, raccontò la soddisfazione che provò quando fece, da bambino, il suo primo lavoro. “Fu quando realizzai una pipa di terracotta (coccio) - mi disse - che raffigurava il viso barbuto di Garibaldi che si innestava ad un bocchino di canna ricurva e la regalai al mio vecchio nonno. Ricordo la soddisfazione che provai quando vidi mio nonno che fumava la mia pipa seduto su di una panchina sotto il monumento di Vittorio Emanuele II, opera dello scultore giuliese Raffaello Pagliaccetti al quale mi sono sempre ispirato come se fossi un suo figlio…putativo”.
Le sue opere sono sparse, va detto senza esagerazione, in tutto il mondo, d’altra parte in ben settantacinque anni di intensa attività con quello che ha artisticamente prodotto ha avuto la possibilità di riempire, si fa per dire, chiese, musei e piazze. Per ammirare la grande statua marmorea di san Francesco, scolpita nel 1972, basta andare ad Arpino, la patria di Marco Tullio Cicerone. La grande statua, collocata nella piazza della cittadina laziale, fu assegnata a Tentarelli perché vincitore di un concorso nazionale, il suo lavoro fu scelto fra centinaia di bozzetti, arrivati anche dall’estero.
Giulianova: Alfonso Tentarelli, Monumento ai caduti del mare Giulianova: Alfonso Tentarelli, Monumento ai caduti del mare
 
Continuando con l’arte sacra, si può anche sconfinare all’estero: a New York, nella cattedrale  di San Pedricca, può essere ammirata la statua della Vergine col bambino, ad Uribia, in Colombia, nell’interno del duomo, c’è un Battistero scolpito in legno. E poi ancora la statua di Sant’Antonio a Maracaiba, in Venezuela, ed a Philadelphia la statua in legno cromato che rappresenta la Madonna del Sabato Santo, molto venerata nella nostra Val Vibrata. Chi dovesse visitare i musei di Mosca, Parigi e Ginevra non avrebbe difficoltà a riconoscere le opere di Alfonso Tentarelli che, lo abbia scritto anche nel titolo, quando ha creato, modellato, scolpito e forgiato, lo ha fatto sempre… con Giulianova nel cuore.
 
Giulianova (Te)

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