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La ballerina del circo,
1964. |
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Bronzo, cm. 222x44x52 |
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Venanzo Crocetti
ha sempre avuto un rapporto di amore e
odio con
Giulianova
(sua città natale), con
Teramo
e l’Abruzzo.
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Giulianova lo vide nascere il 3 agosto
del 1913 e lì trovarono “humus” fertile
l’impegno e l’estro di Crocetti,
nonostante i disagi di una vita molto
povera e le disavventure che lo
colpirono ancora fanciullo. Lì nacque
prepotente, si modellò, si rafforzò e
crebbe rapidamente il suo amore per
l’arte.
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La famosa Gallina, realizzata in
bronzo nel 1931, gli fece vincere, nel
1941, l’ambitissimo “Premio Verona” alla
“Mostra Nazionale dell’Animale
nell’Arte”. Crocetti si impose subito
all’attenzione dei critici come grande
scultore; la sua carriera attinse
vertici impossibili ad altri già in
giovanissima età. A quindici anni si
trasferì a Roma dove iniziò una
frenetica attività di formazione e di
ricerca, sostenuto da una volontà
ferrea, uno smisurato desiderio di
apprendere ed una voracità insaziabile
di immagazzinare nozioni. La mattina
lavorava ai restauri nella Cappella
Sistina per alcune istituzioni private;
nel pomeriggio si dedicava al disegno e
allo studio: frequentava l’Accademia
Serale Inglese e Francese, partecipava a
convegni e dibattiti, tra cui quello sul
Futurismo, dove conobbe Marinetti.
Visitò i Musei Vaticani e tanti altri
musei romani. L’impressione che
ricevette dalla grandiosità della
Cappella Sistina gli procurò una forma
di vertigine che lo fece star male per
qualche giorno.
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A diciassette anni frequentava assiduamente il
Giardino Zoologico dove ritrasse una Tigre
con la quale partecipò alla “Mostra Nazionale
dell’Animale nell’Arte”. Fu un momento assai
emozionante per lui. Per la sera dell’inaugurazione
indossò un vestito nuovo ma, al momento di entrare
nel Palazzo delle Esposizioni, gli mancò il
coraggio. Nel 1931 espose in una mostra collettiva e
preparò la partecipazione al “Concorso Nazionale
dell’Accademia di S. Luca” che ebbe luogo nel 1932.
Lo vinse.
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Aveva solo diciannove anni. «Quel premio di 5.000
lire - scriverà più tardi - rappresentava per un
ragazzo della mia età una vera ricchezza ... a me,
che sono nato nella miseria e per questo rinuncio a
spendere con sconsideratezza il denaro, quelle 5.000
lire consentirono di impostare in maniera salda le
basi sulle quali avrei costruito tutta l’impalcatura
del mio mondo».
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Dopo il 1932 la vita di Crocetti cambiò in meglio.
Nel 1933 venne premiato alla “Nazionale di Firenze”.
Conobbe il pittore Ferrazzi, che subito dopo lo
presentò a Ottolenghi, e lavorò con il grande
architetto Piacentini. Il successo gli procurò
l’invito per la Biennale di Venezia del 1934, anno
in cui eseguì una serie innumerevole di opere grandi
e piccole. Nel 1934 partecipò alla “Mostra
Internazionale di Arte Sacra” a Valle Giulia e prese
anche parte alla XIX Biennale di Venezia. In quel
periodo abbandonò il lavoro di restauro. Nel 1936,
per la seconda volta, fu invitato alla Biennale di
Venezia; espose alla “Mostra d’Arte Italiana” a
Parigi ed eseguì la Statua dell’Arcangelo San
Michele per la città di Aprilia. Per la XXI
Biennale di Venezia del 1938 ricevette, per la terza
volta, l’invito a partecipare con otto opere. Nel
1950 vinse il concorso per una delle Porte di S.
Pietro che completerà solo nel 1966.
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Nel 1956 il Professor Carino Gambacorta, da poco
eletto sindaco di Teramo, dopo una intensa
consultazione con le organizzazioni
combattentistiche della città, con i cittadini e con
i suoi collaboratori, decise di dotare la città del
Monumento ai Caduti di tutte le guerre.
Gambacorta, nei pochi mesi di attività come primo
cittadino, impostò con grande dinamismo la
risoluzione di importanti problemi della comunità
teramana, imponendo un ritmo frenetico alla
sonnolenta burocrazia comunale. Il programma
presentato alla città era ambizioso e lo portò
avanti con enormi sacrifici personali, ma con
determinazione e decisione. Crocetti era già famoso
in Italia e nel mondo e aveva vinto molti primi
premi. Nel museo cittadino erano esposte tre sue
opere assai significative: La Leonessa, Il
Leone e La Gazzella Ferita. Molti
collezionisti teramani possedevano sue opere. Nella
chiesa di S. Flaviano, a Giulianova, si trovavano un
grande Crocifisso in bronzo e una Madonna
col Bambino in marmo.
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Il Cavaliere della Pace, realizzato nel 1988, fratello quasi gemello di quello teramano,
nell’estate del 1989 iniziò il suo viaggio per
portare un messaggio di pace in tre continenti:
Europa, Asia e America.
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In quest’opera viene riassunto l’ideale plastico a
cui lo scultore è rimasto tenacemente fedele nel
corso della sua lunga ed operosa vita: un ideale di
coscienza etica ed estetica, animato dalla pervicace
speranza in un nuovo Umanesimo. Opera di altissima
qualità formale e di profondo contenuto politico, il
giovane Cavaliere della Pace porta nel mondo
un messaggio di concordia e di fratellanza, lo
stesso che è nelle intenzioni del suo ideatore che
ha lo scopo preciso di oggettivare in esso una
missione salvifica di bellezza e di amore
interpretando le trepide attese di tutti gli uomini,
specialmente in quel periodo in cui incombeva
un’inquietante e crescente apprensione per le sorti
dell’umanità. Per questo il comitato organizzatore
della mostra volle che il viaggio iniziasse da
Hiroshima, città martire della seconda guerra
mondiale, in occasione della ricorrenza del 45°
anniversario della deflagrazione della prima bomba
atomica. Nel 1984, con il Professor Mario Pomilio e
Gianni Letta, fu organizzata, nelle sale della
Biblioteca Nazionale di Roma, nel Castello
Cinquecentesco de L’Aquila e nel Museo di S. Croce
di Firenze, una grande mostra antologica che fu
visitata, tra gli altri, dai principi Carlo e Diana
d’Inghilterra. La mostra riscosse un grande successo
di pubblico e di critica. “L’Osservatore Romano”
scrisse: «La grande mostra è la prima antologica di
un artista che è tra i maggiori della nostra
scultura». Su “L’Espresso” Trombadori disse: «La
personalità di Crocetti ha avuto riconoscimenti per
il suo stile, la sua cultura europea, il suo respiro
creativo, il suo gusto per la sintesi e la
caratterizzazione puntuale del suo sentimento e
dell’espressione antropomorfica». «Crocetti -
scrisse ancora Trombadori – non è solo un compagno
di strada dei protagonisti del rinnovamento di
quell’epoca; è uno di essi. Protagonista quindi,
insieme a Martini, Marini e Manzù, del rinnovamento
come portatore di valori nuovi e di specifica poesia
nella scultura». Nel 1955 vinse il concorso per
l’insegnamento all’Accademia di Firenze dove si
trasferì ed eseguì varie sculture a soggetto libero.
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Nel 1957 iniziò la Via Crucis per la nuova Basilica
di San Giovanni Bosco a Roma.
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Nel 1960 l’Accademia Nazionale di San Luca, della
quale diventò Presidente per due mandati, organizzò
una sua mostra personale.
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Nel 1967 eseguì, per la Basilica Lateranense, due
fontane con cervi da fondere in argento. Nel 1972,
in occasione dell’inaugurazione della nuova sede
della Cassa di Risparmio, il Professor Gambacorta
gli fece organizzare una mostra personale e curò la
pubblicazione della monografia presentata da
Marcello Venturi ed edita dalla “Editalia” di Roma.
Il volume vinse il premio della Presidenza del
Consiglio dei Ministri.
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Nel 1973 la Contemporary Art Gallery di Tokyo gli
organizzò mostre personali a Tokyo ed Osaka. Nel
1974, in concomitanza con il viaggio di imprenditori
abruzzesi in Canada, gli organizzai una mostra
personale a Montreal presso l’Istituto Nazionale
Italiano di Cultura. In quell’occasione rifiutò una
vantaggiosissima offerta di una grossa marca di
sigarette che voleva abbinare il suo marchio alle
mostre dello scultore. Nel 1975 espose di nuovo a
Tokyo ed Osaka e partecipò alla mostra degli
scultori contemporanei a Parigi.
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Nel 1977 visitò per la prima volta il Giappone e
l’anno successivo espose a Kyoto.
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Nel 1980 tornò di nuovo in Giappone per la mostra
dei bassorilievi e dei disegni.
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Nel 1983 completò L’Accademia che sarà poi
donata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.
Nel 1989, per il 150° anniversario della nascita del
grande scultore ottocentesco Raffaello Pagliaccetti,
suo conterraneo, partecipò alla mostra in suo onore,
assieme ai colleghi Mario Ceroli, Pietro e Andrea
Cascella.
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Nel 1993 visitò per la quarta volta il Giappone dove
partecipò, con La Ragazza che passeggia lungo la
riva del mare, alla mostra all’aria aperta di
Utsukushigahara ed ebbe l’onore di dare inizio alle
solenni manifestazioni organizzate per l’apertura
del Museo. Incontrò Fujnuma della Nippon Television
e concordò con lui l’organizzazione della mostra
antologica da tenere nei musei di Yokohama,
Shimonoseki e Gumma.
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Nel 1996 il Ministero dei Beni Culturali restituì
alla Fondazione il Museo Crocetti e le opere ivi
collocate. Il Museo, che ha subito dei lavori di
ristrutturazione e di messa a norma, sarà aperto al
pubblico nel prossimo autunno e sarà gestito
direttamente dalla Fondazione Crocetti. Nel 1998 il
Maestro Crocetti tornò in Giappone per la quinta
volta per l’apertura di una mostra antologica
itinerante che fu visitata da oltre 50.000 persone.
Nello stesso anno completò, dopo venti anni di
intenso lavoro, la bellissima porta del Museo
Crocetti collocata proprio in questi giorni. Nel
1998 prese corpo il progetto di un’opera da
collocare sulla porta posteriore del Duomo di
Teramo. Nella primavera del 2000, L’Annunciazione
venne collocata sulla facciata posteriore del
Duomo, in occasione della celebrazione del Giubileo
degli abruzzesi. Fu benedetta dal Santo Padre
Giovanni Paolo II che ebbe per lo scultore parole di
stima e di elogio e, poiché il male alle gambe che
lo avrebbe poi costretto a letto, gli impediva di
camminare, lo ospitò sulla sua carrozzella mobile.
Crocetti ne fu profondamente commosso e nei giorni
successivi non si stancava mai di raccontare
l’emozione che aveva provato e la sensazione di pace
che gli aveva dato il contatto delle calde mani del
Papa ed il carisma che sprigionava dalla sua figura.
L’Annunciazione fu collocata sul portale
posteriore del Duomo il 28 maggio del 2000 ed è
stata l’ultima opera dell’amico Venanzo che così ha
voluto dare un’ulteriore testimonianza di amore alla
sua terra.
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On. Antonio Tancredi |
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Presidente della Fondazione Venanzo Crocetti |
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