Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Di Stanislao Ottavio - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Di Stanislao Ottavio

Giulianova > Storici & Scrittori > Di Stanislao Ottavio
 
La rassegna delle pubblicazioni di opere librarie da Scrittori & Storici di Giulianova
 
Indice Storici & Scrittori giuliesi - Ottavio Di Stanislao
 p u b b l i c a z i o n e 

Giulianova
LE MOFIFICHE OTTOCENTESCHE ALLA CITTA' ACQUAVIVIANA 
mura, bastioni, porte, viabilità

In copertina: Timbro ad impressione con lo stemma dell’Università di Giulianova che raffigura un cavaliere, molto probabil-mente il fondatore Giulio Antonio Acquaviva, con in mano un modello di città e recante la scritta GIULIANOVA 16[93].
Finito di stampare nel Febbraio 2012  Edizioni Banca di Teramo.
A.S.T. Regia Udienza Processi Civili, b. 5, fasc. 84, c. 11. 

Progetto grafico: Giovanni Basilici.

La riproduzione dei documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Teramo, realizzata da Maria Cristina Trulli del servizio documentazione grafica e tecniche fotografiche digitali dell’Istituto, è stata autorizzata su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, atto di concessione n. 3, prot. n. 465, del 25febbraio 2011 dell’Archivio di Stato Teramo.

PRESENTAZIONE dell'On. Antonio Tancredi *
La Banca di Teramo BCC è arrivata a offrire i suoi servizi anche nella splendida città di Giulianova, dove dal 17 dicembre 2011 è in funzione un nostro sportello. La città di Giulianova, naturalmente, si presta anche alle iniziative di carattere artistico e culturale che la Banca porta avanti da anni a Teramo, dove dispone delle strutture adatte per questa missione. L’approccio con Giulianova lo facciamo attraverso la pubblicazione di questo interessantissimo volume di Ottavio Di Stanislao sulle mura della città e, soprattutto, sulla viabilità, che proprio nell’800 conobbe un enorme sviluppo sia sulla costa, che all’interno della nostra Provincia. L’ingegnere Carlo Forti, Ispettore del Corpo delle Acque e delle Strade del Regno delle Due Sicilie, progettò e realizzò la grande viabilità dell’Abruzzo Ultra, iniziando con la Consolare che va da Pescara al confine del Regno per finire con la strada di collegamento tra Teramo e Giulianova. È interessantissimo leggere dei contrasti assai vivaci tra il decurionato di Giulianova e il pensiero di un genio della viabilità, quale Carlo Forti. Giustamente Giulianova si preoccupava di inserire nel contesto della viabilità regionale e provinciale il centro storico, sebbene la cosa presentasse enormi difficoltà di carattere ambientale e urbanistico. Qui nacquero i contrasti tra Forti e il decurionato cittadino, con episodi anche molto vivaci, che investirono tutte le autorità locali e nazionali e perfino lo stesso Re. Prevalsero, alla fine, le idee e le competenze tecniche di questo progettista moderno e autorevole che previde il futuro: egli infatti progettò strade senza dislivelli, dritte, vicine al fiume, nonostante da più parti gli giungessero pressioni affinché la strada Teramo-Giulianova passasse sulle colline e toccasse ogni centro storico. Un simile tracciato avrebbe peraltro comportato ben più cospicui oneri finanziari. La città di Teramo deve essere molto grata a Carlo Forti, non solo perché ha progettato ed eseguito i migliori edifici della città, ma anche perché ha realizzato il ponte San Ferdinando che allora fu un capolavoro dell’ingegneria edile. Per questi meriti la Banca di Teramo BCC ha preparato un busto in bronzo di Forti che sarà collocato alla fine dei “Giardini C. Gambacorta” Questa bella pubblicazione di Ottavio Di Stanislao è solo l’inizio di una stretta collaborazione che la Banca vuole instaurare con Giulianova e con coloro che si occupano di avvenimenti culturali nella città.
* Presidente della Banca di Teramo BCC
 
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PREFAZIONE
Monumenti, città, paesaggio. Valori storici e culturali, di Mario Bevilacqua *
Le ricerche sul nucleo storico di Giulianova di Ottavio Di Stanislao sono importanti, e per molte ragioni. Indagate con rigore metodologico, le fonti ottocentesche chiariscono aspetti fondamentali dell’assetto urbano e monumentale della città: sostituzioni edilizie, restauri, trasformazioni della viabilità del nucleo abitato e di raccordo territoriale, l’apparato murario difensivo, di cui si precisano ormai in modo chiaro le caratteristiche architettoniche. Il volume si pone come ineludibile strumento di conoscenza, a cui, è da augurarsi, ne seguiranno di nuovi (quanto auspicabile sarebbe una analisi dei dati - ricchissimi - contenuti nei due volumi del catasto onciario settecentesco). E come fondamentale strumento per una corretta azione di tutela di una realtà che ormai è riconosciuta come unica, preziosa, ma fragile, vulnerabile.
Negli anni recenti una serie di studi ha portato a chiarire, anche se in modo ancora non esaustivo, le complesse vicende che vedono il conte Giulio Antonio Acquaviva, nei tardi anni ‘60 del ‘400, progettare l’impegnativa operazione di traslazione dell’abitato dall’antico borgo di San Flaviano alla foce del Tordino, in continuità con la colonia romana di Castrum Novum, a un centro fondato ex novo, a poca distanza ma in posizione tanto più favorevole dal punto di vista difensivo e degli assetti proprietari, su cui esercitare un controllo totalizzante attraverso la gestione di ogni aspetto della vita associativa della nuova piccola comunità che si veniva formando, ribattezzata Giulia a sigillare nella storia l’atto d’imperio del feudatario, padrone assoluto nello spazio e nel tempo.
Nella seconda metà del ‘400 la cultura umanistica aveva portato in modo naturale le classi dominanti della penisola, da Firenze alle piccole corti dell’Italia padana, adriatica e appenninica, fino alla splendida corte aragonese di Napoli, ad accogliere suggestioni imperiali, romane, e imprimere nuovi significati e nuove forme all’atto di fondazione di terre, borghi e città, che dal pieno medioevo aveva ormai consolidato prassi operative in un movimento di espansione demografica che aveva ricoperto l’Europa di un ampio mantello di nuove, candide chiese e cattedrali, anima di migliaia e migliaia di nuovi, ordinati centri urbani e rurali (l’Abruzzo, con la fondazione dell’Aquila, le vaste aree di espansione - le ‘terrenuove’ di centri antichi: quella grandiosa di una orgogliosa Teramo di impianto romano, quella cortese della caldoriana Ortona - riveste un enorme interesse nell’Europa tra XIII e XV secolo).
Giulia, come altre realtà quattrocentesche, alcune ancora da indagare a fondo — Castel Lauro, Ferrandina - guardano ai secoli precedenti e ne traggono saperi tecnici e organizzativi, idealità geometriche intrise di rimandi evocativi a modelli romani castrensi, e guardano agli esiti più vicini come modelli essenziali: la Senigallia malatestiana, Pienza città di Pio II, e poi le grandi ristrutturazioni urbane di Urbino, di Ferrara. Gli uomini e le idee viaggiano rapidamente nell’Italia dell’Umanesimo, e i modelli e le suggestioni si diffondono sempre piu’ rapidamente anche attraverso i canali del libro, del disegno, quindi della stampa, disegnando nuove geografie di centri e periferie. Giulio Antonio Acquaviva, costantemente in viaggio tra corti e battaglie, importa nei suoi feudi uomini e idee che innestano, sulla cultura tardogotica delle corti acquaviviane di Teramo e di Atri, un nuovo programma umanistico, tra i cui protagonisti spicca il vescovo Giovanni Antonio Campano.
Le ricerche di Ottavio Di Stanislao si concentrano su una Giulianova che, rimasta cristallizzata nel tempo, ha subito nell’oblio dei secoli acquaviviani un processo di continui assestamenti. Di Stanislao interroga gli archivi del Regno borbonico e dell’Unità d’Italia con sistematicità: e gli archivi hanno dimostrato tutta la loro ricchezza, restituendo un microcosmo in movimento: il borgo fortificato, rimasto incompiuto alla morte del suo fondatore, è attraversato a partire dal primo ‘800 da istanze di modernizzazione, di apertura alla viabilità territoriale e nazionale (e qui emerge il ruolo dell’ingegnere Carlo Forti), di adeguamento, razionalizzazione, monumentalizzazione di infrastrutture. Ottavio Di Stanislao raccoglie e ordina questa messe di dati in una narrazione coerente, che da microstoria diventa panorama di un generale rinnovamento che porta alla Giulianova che oggi conosciamo, e che vorremmo rispettata. L’unicità, ma anche la fragilità, della Giulianova moderna, è basata su un eccezionale intrecciarsi di valori, in parte ancora leggibile, e ancora di grande suggestione. Gli anni di lavoro che Ottavio Di Stanislao ha dedicato alla sua città regalano - e non solo ai giuliesi - uno strumento di conoscenza che mi auguro possa diventare anche uno strumento di lavoro, facendo crescere quella sensibilità per i valori della storia e della cultura da cui solo può scaturire uno sviluppo sostenibile della nostra società.
* docente di Storia dell’Architettura Università di Firenze

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PREMESSA DELL’AUTORE
Quando nel 2002 Mario Bevilacqua pubblicò Giulianova. La costruzione di una città ideale del Rinascimento, rimasi impressionato ed affascinato dalla mole di lavoro di ricerca compiuta e dagli esiti conseguiti. Nello stesso tempo la constatazione che su tanti elementi quali le mura, le porte, i bastioni, esistevano solamente ipotesi e congetture ha suscitato in me un grande interesse. Per decenni i giuliesi si sono compiaciuti di avere una storia della loro città, grazie alla iniziativa di un illustre concittadino: don Riccardo Cerulli. Questa singolare figura di intellettuale in occasione del centenario dell’unita d’Italia aveva dato alle stampe Giulianova 1860, una fotografia della nostra città, delle sue condizioni morali e materiali, nel momento in cui si compiva il processo risorgimentale. L’intento di Cerulli, che riteneva insufficienti e rituali le celebrazioni centenarie che si stavano approntando, era quello di documentare come era la nostra realtà territoriale in quel fatidico 1860 e nello stesso tempo auspicava uno studio completo sul contributo della provincia di Teramo al Risorgimento. In uno dei suoi ultimi scritti manifestò dubbi circa la denominazione dei bastioni da lui introdotta a partire da Giulianova 1860, e con grande onestà intellettuale ritenne necessario un approfondimento e un chiarimento. Fino a qualche tempo fa era infatti comune convinzione che gli studi storici su una realtà territoriale, con il divenire delle condizioni sociali ed economiche e il mutare dei contesti urbanistici, costituisse un momento di crescita per la comunità e un dato imprescindibile per la sua classe dirigente. Le suggestioni di queste opere basilari di Bevilacqua e di Cerulli hanno costituito lo sfondo in cui è maturato il mio lavoro di ricerca per dare un contributo su un aspetto particolare, nella consapevolezza, che è anche un auspicio, che altri apporti potranno intervenire.
La pianta riportata (fig. 1), redatta nel 1853, con l’indicazione dei lavori per il riempimento del fossato che circondava la città, è l’unico documento grafico con la rappresentazione del perimetro delle antiche mura di cinta, dei bastioni e delle porte di Giulianova. Alla luce ditale testimonianza, integrata con la ricerca sistematica nei fondi dell’Archivio di Stato di Teramo relativi alle carte dell’Intendenza francese prima, di quella borbonica poi e infine della Prefettura, ho ripercorso tutte le vicende delle strutture architettoniche che costituivano l’impianto fortificato della città acquaviviana fino al loro abbattimento, negli anni ‘70 dell’ottocento. Infatti, la planimetria catastale del 1882 (fig. 3), registra come già avvenute la gran parte delle modificazioni che interessarono proprio nel decennio post-unitario l’antico impianto difensivo della città rinascimentale. Tale lavoro consente non solo di poter documentare la situazione a partire dai primi anni del secolo XIX, ma anche di accertare la memoria che all’epoca si aveva di tali strutture. Da tali elementi sembra che l’impianto originario della cinta muraria sia rimasto pressoché inalterato fino a tutto il periodo borbonico.
L’altro aspetto oggetto di questo lavoro attiene alle preoccupazioni degli amministratori di Giulianova rispetto ai collegamenti con la viabilità provinciale, in un periodo, i primi decenni dell’ottocento, in cui se ne definiscono i tracciati (Peseara-Tronto e Teramo-Giulia).
Per avere alla fine un quadro completo della configurazione delle mura, dei bastioni e delle porte, sin dall’inizio del XIX secolo, dopo un primo paragrafo dedicato in generale alle mura, ho proceduto seguendo l’andamento della cinta muraria, partendo dall’angolo sud-est, facendo idealmente il giro della città e soffermandomi sui documenti relativi ai vari elementi architettonici.
Questo saggio ripropone, con modifiche ed ampliamenti, contenuti già oggetto di pubblicazione e di esposizione in convegni di studio:
- Giulianova negli ultimi anni del regime borbonico: le mura, i bastioni, le porte, la viabilità, in Documenti dell’Abruzzo teramano. Teramo e la valle del Tordino, vol. VII, Teramo, Tercas, 2007;
- Il torrione detto “Il bianco” in “La Madonna dello Splendore”, 28/2009;
- Giulianova 1860: le mura, i bastioni, le porte, in “Notizie dalla Delfico”, 2009, 3;
- 26 marzo 2010, convegno di studi Giulianova: dalle origini della città rinascimentale alle modificazioni ottocentesche;
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15 ottobre 2010, convegno di studi L’unità d’Italia. L’Abruzzo e Giulianova: relazione Giulianova 1860. Le modificazioni ottocentesche alla città acquaviviana. Mura, bastioni, porte, viabilità.

Devo anzitutto ringraziare la Banca di Teramo di Credito Cooperativo e il suo presidente on. Antonio Tancredi che hanno voluto pubblicare questo mio lavoro in occasione dell’apertura della sede giuliese, a testimoniare l’intento dell’istituto di impegnarsi a sostenere iniziative culturali anche nel nostro territorio comunale. D’altronde la Banca di Teramo, nonostante i pochi anni di vita, si è già caratterizzata per il suo legame di servizio alla comunità teramana, non solamente attraverso l’esercizio della funzione creditizia, ma anche con una notevole attività di promozione culturale.

Nel ringraziare le persone che mi hanno aiutato nel lavoro di ricerca devo citare i colleghi Franco Boffa, per avermi indicato il sigillo dell’università di Giulianova riportato in copertina, e Franca Saraullo per le numerose segnalazioni. Sono riconoscente a Sandro Galantini per i tanti consigli, a Donato Marcone che ha pazientemente rivisto le bozze, a Walter De Berardinis, Francesco Trifoni, Mario Orsini, Giovanni Di Leonardo, Umberto Raimondi e Jonata Di Pietro per la disponibilità e la benevolenza dimostratami nel fornirmi foto ed immagini che hanno arricchito il lavoro. Per l’impostazione grafica ancora una volta mi sono avvalso dell’amicizia e dalle capacità di Giovanni Basilici.
Un ringraziamento particolare devo all’amica e collega Luciana D’Annunzio perché ancora una volta ho potuto giovarmi dei suoi preziosissimi consigli e della sua altissima professionalità di archivista e di ricercatrice storica.
Ottavio Di Stanislao

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Ottavio Di Stanislao - Nato e residente a Giulianova. Laureato in Scienze politiche presso l’Università di Teramo con il professor Giuseppe Ignesti, con cui ha poi collaborato prima nel gruppo di lavoro per la redazione di voci per il Dizionario Storico del Movimento Cattolico — Le figure rappresentative (Regione Abruzzo) - e il relativo Aggiornamento, successivamente nell’attività didattica presso la cattedra di Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa e come membro della commissione esaminatrice in qualità di “cultore della materia”. Dipendente dell’Archivio di Stato di Teramo nell’ambito dei settori Promozione culturale e Ricerche e studi, ha partecipato a varie iniziative istituzionali dell’ufficio (mostre documentarie, visite guidate, giornate di studio, convegni nazionali) ed ha collaborato con altri istituti ed enti per la realizzazione di eventi culturali. Socio della Deputazione Abruzzese di Storia Patria negli Abruzzi e dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche di Teramo, è autore di numerosi saggi. Ha condotto la ricerca storica per l’Albo dei sindaci del Comune di Giulianova, realizzato su ceramica dall’Istituto d’Arte di Castelli e collocato nella sala consiliare. E’ stato eletto consigliere comunale di Giulianova nel 1985, 1995 e nel 1999. Ha ricoperto la carica di assessore all’Urbanistica dal 2000 al 2003.
Biblioteche a Giulianova

Biblioteca civica “Vincenzo Bindi”
Corsa Garibaldi, 14 - tel. 085/8003395 Giulianova Città
Numero dei volumi catalogati: 23.000
Settori: abruzzesistica, libri antichi, arte, filosofia, emeroteca
Lasciti: Bindi (opere generali) - De Lucia (abruzzesistica) - Mercante (filosofia)
Orario: 9-12; 15-18,30; sabato 9-12,30


Biblioteca del Centro Culturale “San Francesco”
Piccola Opera Charitas
Via Ruetta Scarafoni, 3 - Giulianova Città - tel. 085/8003677
Numero dei volumi catalogati: 12.000
Settori: emeroteca, storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni e della Chiesa
Orario: 8-20


Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo
Via I. Nievo, 6 - Tel. 0858003508 - Fax 08580027108
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 18 (orario invernale) e dalle 16 alle 19 (orario estivo); sabato dalle 9 alle 12.
Il Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo, istituito con L.R. 6 Luglio 1978 N. 35, opera nei territori comunali di Giulianova, Roseto, Mosciano Sant’Angelo, Bellante, Morro D'Oro e svolge promozione culturale concorrendo alla formazione ed alla realizzazione della persona umana mediante una effettiva partecipazione alla vita della comunità del comprensorio.


Biblioteca Padre Candido “Donatelli”
Inaugurata il 27 maggio del 1995, la Biblioteca “P. Candido Donatelli” è riuscita progressivamente a ritagliarsi un ruolo assolutamente rilevante nella realtà culturale non solo giuliese. L’attivismo e l’entusiasmo degli operatori della quarta biblioteca cittadina (Direttore dott. Sandro Galantini; bibliotecari dott. Piera Fagnani e Alfonso Di Felice) hanno fatto sì che la raffinatissima struttura, fortemente voluta dall’allora Superiore del Convento dei Cappuccini P. Serafino Colangeli, divenisse un punto di riferimento importante per studenti, operatori culturali e studiosi non solamente locali.
Orario biblioteca:dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 15-19; il sabato dalle 10 alle 13.

Giulianova, la Posillipo d'Abruzzo

Giulianova (Te) Abruzzo - Italy. Gli ingredienti sono quelli classici dell’Abruzzo più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche e biblioteche, chiese e santuari, il suo verde, il suo mareQuesta località balneare oltre a sottolineare ciò che di Giulianova è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.
 
 
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