Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Di Leonardo Giovanni - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Di Leonardo Giovanni

Giulianova > Storici & Scrittori > Di Leonardo Giovanni
 
La rassegna delle pubblicazioni di opere librarie da Scrittori & Storici di Giulianova
 
Indice Storici & Scrittori giuliesi - Giovanni Di Leonardo
 p u b b l i c a z i o n e 

I Fedri - Una dinastia per la musica (1719-1957) di Giovanni Di Leonardo
Dalle «celesti armonie» di Adriano a Dino, il pianista reatino amato da Beniamino Gigli.
© 2010 Giovanni Di Leonardo - Edizione Associazione Culturale "G. Braga" onlus.

Presentazione
Il volume che il nostro Assessorato ha voluto dare alla luce, con l’immediata ed entusiastica adesione del Consigliere regionale Antonio Cicchetti, che ha concretamente operato per renderne possibile la realizzazione, giunge a colmare un’ampia lacuna sulla figura, ancora oggi vivissima nella memoria di molti di noi, del Maestro Dino Fedri, illustre musicista e compositore, per lungo tempo accompagnatore del celebre tenore Beniamino Gigli.
Inoltre, anche se Dino Fedri è stato l’ultimo rappresentante della omonima, numerosa dinastia di musicisti, il volume documenta ben oltre la sua biografia ed i suoi successi, ripercorrendo, piuttosto, l’intera storia della sua genesi artistica, che l’autore del volume avvalora, con una ricchezza infinita di documenti ed immagini.
A partire dalle vicende del suo antenato, Adriano Fedri, costruttore di organi sia a Rieti che nel circostante territorio abruzzese fin dalla metà del 1700, l’autore Giovanni Di Leonardo, che ha già pubblicato preziose testimonianze sugli antichi organari abruzzesi, ha raccolto negli Archivi Storici e privati più prestigiosi d’Italia, oltre che in numerose biblioteche, una quantità straordinaria di testimonianze iconografiche e documentarie che offrono un quadro assolutamente nuovo ed inedito su tutta la dinastia di questi artisti, con l’apporto non trascurabile degli ultimi eredi di Dino Fedri, che ancora oggi vivono numerosi nella nostra città.
Siamo certi, così, di aver reso giustizia alla figura di uno dei musicisti più prestigiosi nella storia recente della nostra comunità cittadina e di aver contribuito, con un’opera di straordinaria valenza storico-documentaria, a valorizzare il prezioso patrimonio di memorie che l’intera dinastia dei Fedri ha rappresentato per la nostra città.
Prof. Gianfranco Formichetti
ASSESSORE AI BENI CULTURALI COMUNE Dl RIETI
 
------------------------------------------------------------------------------------

Introduzione a cura dell'autore
Prof. Giovanni Di Leonardo
 
Questo lavoro, incentrato su alcuni protagonisti della vita culturale dell’antica e nobile città di Rieti, vuole essere la continuazione di Organari Abruzzesi del Settecento, riprendendo sinteticamente il discorso da Adriano Fedeli-Fedri per poi esaminare più attentamente l’arte e le vicende dei suoi discendenti. Il primo volume ci fu sollecitato da Claudio Angelozzi di Atri, figlio di Maria Fedri, l’ultima abruzzese a portare tale cognome; mentre per questo secondo lavoro siamo grati a Renzo, Angelo, Gabriella ed Egisto Fedri, in particolare, ma a tutti gli altri discendenti che, visto il precedente risultato, si sono mobilitati nel ricercare nei più impensabili ripostigli, al fine di riportare alla luce ricordi, ritagli di giornale, foto, ecc., e consentire, speriamo, un altrettanto valido risultato.
L’intento è quello di seguire questa famiglia di organari fino all’ultimo costruttore, Celestino (1884-1960), per dare spazio, infine, al suo ultimo musicista, Dino (1912-1957), che fu compositore e direttore d’orchestra.
Un cenno va fatto a Feliciano Fedeli (Corgneto, 1684 c.a; 19-11-1746), il capostipite finora conosciuto di questi importanti costruttori di organi, che hanno arricchito centinaia di chiese di tutta l’Italia Centrale con i loro preziosi strumenti, a partire da quello monumentale della chiesa di S. Bernardino (1725), a L’Aquila.
Adriano, primogenito maschio di Feliciano, dopo una parentesi quasi decennale a Rieti, si sposterà repentinamente ad Ascoli Piceno, per poi entrare nel Regno di Napoli e stabilirsi per tutta la vita ad Atri. Il suo attivismo va visto insieme a quello più generale degli artigiani che già dal XVI secolo premono per avere un ruolo nella società più vasta, stratificata rigidamente in patriziato, clero e popolo. Nel Settecento fa capolino il ceto proprietario, essenziale per la vita economica e sociale.
Il Nostro fa certamente parte dell’artigianato benestante che trova nuove forme di inserimento e promozione sociale, con le quali dà vita ad un ceto vivace, tipicamente tardo settecentesco, quello degli industrianti, che si struttura quando la rendita comincia a prevalere sull’attività lavorativa; così essi si trasformano in proprietari, facendo nascere una piccola e media borghesia, che non è ancora intellettuale e neanche imprenditoriale, e che non disdegna la proprietà della terra e delle case. Vedremo Adriano che acquista una casa ed un tenore di vita che si può senz’altro dire di ceto medio.
Osserveremo, attraverso varie fasi e protagonisti, l’evoluzione dell’arte organaria dall’eccellenza di Adriano agli ottimi risultati conseguiti dai suoi eredi. Vedremo anche che quest’arte subisce una fase di declino che coincide con la fine del collateralismo tra la chiesa e il potere assoluto, le soppressioni napoleoniche e poi quelle del periodo post unitario. Di questa crisi fa subito le spese il ramo atriano quando, con Gaetano, figlio di Emidio, nei primi decenni dell’Ottocento, ci sarà il tentativo di riconvertirsi in agrimensore, mestiere che eserciteranno quasi tutti i suoi discendenti. Il ramo reatino ed aquilano resisterà ancora per alcuni decenni, e solo negli anni Trenta del secolo passato abbandonerà quest’arte.
Damaso, figlio di Adriano, si stabilì a Rieti a vi rimase per circa trent’anni, per poi trasferirsi e chiudere i suoi giorni a L’Aquila. Salvatore, suo figlio, “firmò” qualche strumento insieme a Damaso e, oltre alle numerose riparazioni realizzate, costruì da solo qualche organo nell’Aquilano.
Nel secondo Ottocento, Antonio, organaro anch’egli, ed erede del precedente, operò tra L’Aquila e Rieti. Dei suoi due figli maschi, solo Celestino, che rimase nel capoluogo abruzzese, ne apprese e continuò per un primo periodo l’arte organaria, per poi dedicarsi quasi esclusivamente ad accordare pianoforti.
A Rieti, invece, si stabilì definitivamente il fratello maggiore di questi, Egisto, ed ebbe un ruolo nella diffusione della musica, attività continuata, poi, da suo figlio Dino che a Rieti mosse i primi passi da Direttore d’Orchestra, Pianista e Compositore.
E difficile, a noi cittadini del XXI secolo, immaginare la bottega di un costruttore di organi del Settecento: mancano documenti scritti e tantomeno dipinti che ne ritraggano l’atmosfera, ma con un piccolo sforzo possiamo raffurarci gli attrezzi e la laboriosità di quei maestri, dei veri artigiani-artisti itineranti, almeno fino a metà Settecento, con precise conoscenze in molti campi: falegnameria, metallurgia, fisica, acustica, musica ecc.. Oltre alle opere in legno: somiere, cassa armonica, cantoria, una parte delle canne, mantici, ecc., dovevano realizzare le canne in Piombo e Stagno, quasi sempre legati a Marcasite, talvolta, in piccole percentuali, usavano anche Antimonio, Bismuto e Rame. Quindi oltre ai vari attrezzi da falegnameria, avremmo visto un crogiuolo per la fusione dei metalli suddetti, schiumarole per purificare le fusioni, ed altri attrezzi per la realizzazione delle lastre da usare poi per realizzare le canne. Le percentuali dei metalli, le tecniche di fusione, lo spessore delle lastre, la forma delle “bocche” erano parte dei segreti del singolo organaro.
La trasmissione delle conoscenze tecniche, in questa dinastia, come d’altro canto in quasi tutti i mestieri che attengono all’artigianato artistico, avviene direttamente dalla lunga collaborazione padre-figlio, processo nel quale, oltre a tramandare abilità tecniche, si crea un’alchimia di intenti e di passione per quest’attività, che rendono gli organi, non sterili strumenti musicali, ma vere e proprie opere d’arte, con una precisa individualità in cui sono riconoscibili voce e anima.
Giovanni Di Leonardo

Biografia di Giovanni Di Leonardo
 
Giovanni Di Leonardo è nato a Morro D’Oro, il 20 aprile 1944, e vive a Giulianova. Si è laureato in Filosofia, all’Università Statale “La Sapienza” di Roma, con una tesi seguita dal Prof. Renzo De Felice, conseguendo il massimo dei voti (110/110); successivamente ha insegnato Italiano e Storia negli Istituti Statali, di secondo grado, in diverse località della Lombardia e a Giulianova e Roseto degli Abruzzi. Numerose volte ha avuto l’incarico di Commissario esterno nelle Commissioni di Maturità in Istituti di Milano, Verona, Roma, ecc..
Dopo la laurea ha sempre continuato la ricerca storica, specializzandosi sul Settecento e Ottocento, con particolare attenzione agli episodi ed alle figure del Risorgimento abruzzese.
Nel 1983 ha pubblicato (coautrice Maria Rita Bentivoglio) il volume Quinto Ercole – Storia di un militante del Movimento Operaio abruzzese esule in Australia, Isola del G. S. (TE), Eco Edizioni, pp. 103.
 
Presso “Media Edizioni” di Mosciano S.A. ha pubblicato i seguenti volumi:
·    Morro D’Oro – Cenni storici e immagini inedite, pp. 144, 1999;
·    Internazionalisti e Repubblicani in Abruzzo (1865-1895), (coautrice Maria Rita Bentivoglio), pp. 220, 1999;
·    Michelangelo Cicconi nel secolo dei Lumi, pp. 160, 2000;
·    Gjorgio Vincenzio Pigliacelli, Avvocato, Ministro della Repubblica Napoletana del 1799, pp. 160, 2001;
·    Garibaldini in Abruzzo (1860-1870) – L’Abruzzo Ultra I, (coautrice Maria Rita Bentivoglio), pp. 230, 2002;
·    L’illuminista abruzzese Don Trojano Odazj – dalle Lezioni di Genovesi all’amicizia con Beccaria, dalla Cattedra di Economia alla cospirazione, pp. 224, 2003;
·    Organari abruzzesi del Settecento: Le celesti armonie di Adriano Fedri, pp. 304, febbraio 2007.
Nel 2010 ha pubblicato I Fedri. Una dinastia per la musica (1719-1957). Dalle «celesti armonie» di Adriano a Dino, il pianista reatino amato da Beniamino Gigli, Associazione Culturale "G. Braga" onlus, per conto della Regione Lazio, Rieti, pp. 336, gennaio 2010. Seconda edizione, con nuovi documenti, pp. 352, novembre 2010.
 
Ha curato i seguenti lavori:
§  Costantino Ettorre, Il giovane Aroldo, a c. d. Giovanni Di Leonardo, Mosciano S. Angelo, “Media Edizioni”, 19962. (Opera ambientata in alcuni paesini abruzzesi, colti nel periodo post unitario, la cui prima edizione era stata pubblicata a Milano, nel 1881);
§  Scritti scientifici di Pio Mazzoni, a c. d. Giovanni Di Leonardo e Sandro Galantini, Teramo, Ricerche & Redazioni, 2005;
§  Casa-Museo Gaetano Braga, a c. d. Giovanni Di Leonardo e Galileo Di Ilio, Mosciano S.A., “Media Edizioni”, 2007;
§  Il canto ridestato. Due composizioni per canto e strumento a tastiera: Ave Maria e Piangea!, a c. d. Giovanni Di Leonardo e Galileo Di Ilio, Mosciano S.A., “Media Edizioni”, 2007.
Ha redatto, inoltre, dodici voci per il Dizionario degli Abruzzesi, Castelli (TE), Andromeda Editrice - Il Centro, dicembre 2006 - febbraio 2007.
Negli anni 2010-2012 ha tenuto alcune conferenze sul "Contributo degli Abruzzesi all'Unità d'Italia", l'ultima delle quali a Mar del Plata, Sabato 18 febbraio 2012, presso la sede de la Federacion de Sociedades Italianas (La Rioja, 2043).
Biblioteche a Giulianova

Biblioteca civica “Vincenzo Bindi”
Corsa Garibaldi, 14 - tel. 085/8003395 Giulianova Città
Numero dei volumi catalogati: 23.000
Settori: abruzzesistica, libri antichi, arte, filosofia, emeroteca
Lasciti: Bindi (opere generali) - De Lucia (abruzzesistica) - Mercante (filosofia)
Orario: 9-12; 15-18,30; sabato 9-12,30


Biblioteca del Centro Culturale “San Francesco”
Piccola Opera Charitas
Via Ruetta Scarafoni, 3 - Giulianova Città - tel. 085/8003677
Numero dei volumi catalogati: 12.000
Settori: emeroteca, storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni e della Chiesa
Orario: 8-20


Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo
Via I. Nievo, 6 - Tel. 0858003508 - Fax 08580027108
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 18 (orario invernale) e dalle 16 alle 19 (orario estivo); sabato dalle 9 alle 12.
Il Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo, istituito con L.R. 6 Luglio 1978 N. 35, opera nei territori comunali di Giulianova, Roseto, Mosciano Sant’Angelo, Bellante, Morro D'Oro e svolge promozione culturale concorrendo alla formazione ed alla realizzazione della persona umana mediante una effettiva partecipazione alla vita della comunità del comprensorio.


Biblioteca Padre Candido “Donatelli”
Inaugurata il 27 maggio del 1995, la Biblioteca “P. Candido Donatelli” è riuscita progressivamente a ritagliarsi un ruolo assolutamente rilevante nella realtà culturale non solo giuliese. L’attivismo e l’entusiasmo degli operatori della quarta biblioteca cittadina (Direttore dott. Sandro Galantini; bibliotecari dott. Piera Fagnani e Alfonso Di Felice) hanno fatto sì che la raffinatissima struttura, fortemente voluta dall’allora Superiore del Convento dei Cappuccini P. Serafino Colangeli, divenisse un punto di riferimento importante per studenti, operatori culturali e studiosi non solamente locali.
Orario biblioteca:dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 15-19; il sabato dalle 10 alle 13.

Giulianova, la Posillipo d'Abruzzo

Giulianova (Te) Abruzzo - Italy. Gli ingredienti sono quelli classici dell’Abruzzo più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche e biblioteche, chiese e santuari, il suo verde, il suo mareQuesta località balneare oltre a sottolineare ciò che di Giulianova è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu