Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Associazione Culturale "G. Braga" - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Associazione Culturale "G. Braga"

Giulianova > Storici & Scrittori > Ass. Culturale "G. Braga"
 
La rassegna delle pubblicazioni di opere librarie da Scrittori & Storici di Giulianova
 
Indice Storici & Scrittori giuliesi - Ass. "Gaetano Braga"
 p u b b l i c a z i o n e 

CASA - MUSEO "GAETANO BRAGA"
(Corso Garibaldi, 123 - 64021 Giulianova)
 
Nella seconda metà dell’800 il musicista decise di ricostruire integralmente, nello stesso sito e nella forma attuale, la propria casa natale, originariamente ancora più piccola. Oggi è adibita a Casa-Museo e vi sono conservate diverse opere d’arte (quadri, disegni, sculture) sulla figura e la vita del musicista; tra gli artisti figurano P. Montegny, P. Chardin, S. Schaeppi, A. Malaspina, A. Tantardini, A. Tentarelli (illustre scultore giuliese); vi si trovano anche lettere, illustrazioni, documenti e spartiti, frutto della ricerca condotta in Italia e all’estero dagli studiosi dell’Associazione omonima che vi ha la sede.
Visitando la Casa-Museo, è possibile, inoltre, ascoltare registrazioni e incisioni di alcune composizioni di Braga e di altra musica di quel periodo.




The King Violoncellist: Gaetano Braga
Conosciuto come autore della celebre Leggenda Valacca, una delle piu note romanze da salotto, eseguita, registrata e pubblicata in tutto il mondo tra la fine dell’Ottocento e i nostri giorni.
Occupò un posto di primo piano tra i virtuosi di violoncello più noti del suo tempo, tanto che i giornali di Chicago lo definirono King Violoncellist.
Da fanciullo i suoi genitori lo stavano avviando alla carriera ecclesiastica, quando la Duchessa d’Atri, Giulia Colonna, notate in lui spiccate attitudini musicali, lo aiutò a superare le difficoltà famigliari, che gli impedivano il trasferimento a Napoli, presso il Conservatorio “San Pietro a Maiella”. Qui fu ammesso, primo tra tutti i candidati, nella classe di Canto; ma successivamente, rimasto affascinato dal suono del violoncello di un compagno di Collegio, Domenico Laboccetta, volle prendere, da lui, di nascosto, delle lezioni.
Il direttore Saverio Mercadante, scopertolo a suonare in orchestra, e sorpreso dalla sua bravura, fece subito costruire per lui un violoncello dal liutaio Gagliano, e affidò Braga al Maestro Ciaudelli, allievo a sua volta di Paganini (il quale suonava anche il violoncello) e di Vincenzo Fenzi il cui figlio, Scipione, nel 1870 divenne docente al Conservatorio di Mosca, fondato proprio in quegli anni. Gaetano Braga debuttò a Napoli all’età di 14 anni; a 17 anni, a Teramo, come solista, tenne un riuscito concerto. Dopo una tournée in varie città italiane (Firenze, Bologna, Trieste...), si fermò a Vienna, dove prese parte al celebre quartetto di Mayseder. Quindi, dal 1855, si stabilì a Parigi, dove suonò con i più famosi musicisti del suo tempo (Bizet, Rubistein, Saint-Säens, Debussy, Gounod), con i migliori pianisti (Liszt, Thalberg, Sgambati, Martucci, Lubech, Prudent, Fumagalli, Stanzieri, Goria, Ravina), viollnisti (Sivori, Pinto, Alard, Vieux-Temps) e col celebre contrabbassista Bottesini. A Parigi conobbe, quindi, Charles Frangois Gounod, e partecipò alla prima esecuzione assoluta della sua celebre Ave Maria. Conobbe anche Halévy, Auber, Meyerbeer, Massenet, Verdi, e divenne intimo amico di Rossini, il quale compose per lui Une larme; entrò nella cerchia dei migliori artisti di Parigi (Doré, Delacroix, Dumas, Boldini, Palizzi, De Nittis...).
Nel 1856 proseguì l’attività a Londra, dove acquistò lo Stradivari che, ancora oggi suonato, porta il suo nome. A partire dal 1874 effettuò anche due tournée negli U.S.A. e nel Canada.
Come compositore, fu allievo di Saverio Mercadante, e scrisse numerosi brani di musica strumentale da camera, principalmente per violoncello, e vocale, tra cui la celeberrima Leggenda Valacca, citata persino da A. Čechov, nel racconto Il monaco nero. Revisionò il noto Metodo per violoncello di Dotzauer che, pubblicato da Ricordi, venne adottato in tutti i Conservatori. Scrisse anche una decina di opere liriche, collaborando con noti librettisti quali Ghislanzoni, Piave, De Lauzières; alcune di esse vennero rappresentate con successo a Vienna (Estella di S. Germano), a Parigi (La Mendicante), a Lisbona (Caligola), a Lecco (Reginella), e due al Teatro Alla Scala di Milano (Mormile e Caligola). A Parigi Fu insegnante di canto molto ricercato, e consigliato per il perfezionamento di brani d’opera, da Verdi e Halévy, a celebri cantanti come la Nilsson, la Patti, la Frezzolini, Maria Lafon, la Bosio etc. Per il mezzosoprano Adelaide Borghi-Mamo, sua affieva prediletta, Gaetano Braga scrisse un’opera e alcune composizioni da camera, tra cui la Leggenda Valacca. Fu molto amico di Antonio Fogazzaro del quale musicò La ricamatrice, e lo scrittore, a sua volta, ritrasse Braga nella novella Il Maestro Chieco.
Risulta segnalato sotto la voce “violoncellista” del Dizionario Italiano N. Zingarelli (ed. 1942) come “il grande Braga”, menzionato nell’Enciclopedia Treccani e in tutte quelle di storia della musica.
Le sue ceneri riposano presso il Tempio Crematorio del Cimitero Monumentale di Milano.



Casa-Museo Gaetano Braga - Piano terra
Nella vetrina, sono esposte:
copie di una lettera da Vienna e di un’altra da Lisbona, dove Braga si trovava per la rappresentazione (che ebbe pieno successo) delle sue opere liriche, rispettivamente Estella di S. Germano e Caligola;
copia di un manoscritto autografo di Braga.
In appositi pannelli sono raccolti:
immagini  di  celebri Stradivari ( prese da un trattato di liuteria stampato a Parigi nell’800). Tra queste figurano il violino, detto “Il Messia”, appartenuto al celebre violinista francese M. D. Alard, con il quale Braga tenne concerti; una viola e un violoncello costruiti da Antonio Stradivari per i Medici di Firenze; il violoncello Stradivari “Piatti” del 1720, appartenuto al celebre Alfredo Piatti amico e collega di Braga. Ci sono anche il violoncello Stradivari”Servais” 1701, suonato nell’800 dal noto violoncellista belga Adrien François Servais, detto “il Paganini del violoncello”, e lo Stradivari del 1731, che il musicista giuliese acquistò a Londra nel 1856 per trecento sterline, e che oggi, ancora suonato, appartiene alla violoncellista Myung-Wha Chung ed è chiamato Stradivari “Braga”. I violoncelli Stradivari funzionanti ancora oggi sono in numero molto limitato, e portano ciascuno il nome del violoncellista più famoso che lo ha posseduto e suonato;
testimonianze dei rapporti di G. Braga con il Cenacolo di Michetti. Esistono varie lettere, tratte dalla biografia di Vincenzo Bindi: una di Gabriele d’Annunzio, due di Francesco Paolo Michetti e una del musicista Francesco Paolo Tosti; c’è, inoltre, la riproduzione della copia in bronzo di un busto in terracotta, realizzato nel 1899 dallo scultore chietino Costantino Barbella;
manifesti delle varie commemorazioni e concerti su Braga: nel 1957 a cinquant’anni dalla morte; nel 1988 per la riapertura della Casa Braga; dal 1998 in poi, quelli stampati a cura dell’Associazione Braga, in seguito al rinvenimento di numerosi spartiti di musiche non più suonate dall’800 ed alle due relative pubblicazioni discografiche.



Casa- Museo Gaetano Braga - Primo pianerottolo
Medaglione in marmo raffigurante Braga, del 1872, opera dello scultore milanese Antonio Tantardini, di scuola verista, suo amico.
L’opera fu donata al Comune di Giulianova dagli eredi della famiglia Capone-Braga. 
- due frontespizi, copie di manoscritti autografi conservati presso la Biblioteca Comunale “V Bindi”:
- l’Ave Maria per soprano e organo «da cantarsi il giorno di S. Teresa, in omaggio alla Superiora del Convitto S. Rocco di Giulianova» (la chiesetta esiste ancora oggi all’interno dell’Istituto Castorani, dietro l’angolo della Casa Braga);
- la Marcia Giuiliese, scritta per la banda di Giulianova, diretta dal M° Luigi Leone;
- un estratto dalla cronologia di Giampiero Tintori delle opere rappresentate al Teatro alla Scala di Milano dal 1861 al 1877. Compaiono due opere di Braga: il Mormile (1862) e il Caligola (1874). Vi è indicato anche il cast, e presso il Museo del Teatro sono conservate ancora le scene originali. Il Caligola, che aveva ottenuto un successo strepitoso, nel 1873, al Teatro San Carlo di Lisbona, a Milano non fu approvato dal pubblico, sembra a causa della pessima esecuzione degli interpreti. È l’ultima opera di Braga che, nonostante i successi operistici ottenuti a Parigi, Vienna e Lisbona, amareggiato decise di dedicarsi esclusivamente al violoncello e alla composizione della musica da camera.



Casa-Museo Gaetano Braga - Primo piano
Sul pianerottolo, c’è un busto in terracotta (patinata color bronzo) realizzato nel 1957 da Alfonso Tentarelli (1906-1992), per il cinquantenario della morte di Braga.
Il vano principale presenta una volta decorata con paesaggi naturali, figure musicali, motivi floreali liberty; all’interno di una fascia verde sono poste le due iniziali (stilizzate e intrecciate tra loro) del nome e cognome del musicista (riprese nella vetrina d’ingresso al piano terra, realizzata nel 1988, dal Geom. F. Di Ilio, nell’ambito del restauro della casa). Vi sono conservati mobili e soprammobili dell’800, assieme a diversi ritratti di Braga, donati al Comune da Alfonso Migliori, nipote del musicista e, a suo tempo, Sindaco di Giulianova; un dipinto su tela di Alberto Malaspina, pittore milanese, uno di P. Montegny, uno di S. Schaeppi, e uno raffigurante la madre, Splendora De Angelis. Si  può ammirare anche una  riproduzione  del ritratto fotografico del giovane musicista (nel 1855 c.a., appena giunto a Parigi) realizzato dal famoso fotografo e caricaturista parigino Etienne Carjat (1828-1906).
Molto particolare un disegno su carta di P. Chardin, frutto di uno scherzo, fatto a Braga da tre amici.
Il disegno di P. Chardin del 1881, abbinato ad una canzonetta con versi di Nadaud e musica di Gounod, dal titolo Povero Braga! ... (un’esclamazione tipica del musicista giuliese), ripercorre, con ironia, episodi salienti della sua vita. Ci sono diverse scenette: al cento Braga col violoncello nella sua patria musicale, Napoli (sullo sfondo sono raffigurati il Golfo e il Vesuvio); in alto a sinistra, compare vestito da sacerdote con sul leggio il Vangelo (allusione alla fallita carriera ecclesiastica); in alto a desta mentre suona e danza per strada, in tenuta folcloristica, assieme  ad  un  amico; in basso  a destra il musicista, con uno slancio d’affetto, corre ad abbracciare l’anziana madre (a lei era molto legato, e soffrì profondamente quando la perse); in basso a sinistra, infine, sono raffigurati un veliero che sta affondando e Braga in acqua aggrappato al violoncello, come ad una sorta di salvagente (la scenetta allude ad un episodio accaduto durante un viaggio a New York, quando il piroscafo su cui viaggiava Braga, colpito da un ciclone, rischiò seriamente di affondare).
Nella vetrina ci sono due lettere originali autografe del nostro musicista scritte da Parigi e copie di altre sue lettere: da Londra, da Lisbona, dalla sua ultima residenza a Milano (via della Spiga, 25); una di esse, su carta intestata di Giulio Vigoni, fu scritta dalla Villa omonima, a Loveno di Menaggio (CO), dove è conservato il bel ritratto eseguito da Giovanni Boldini (Ferrara, 1842-Parigi, 1931. Visse a Parigi, dal 1872, dove acquistò fama come pittore della società elegante) con dedica «Al mio amico Braga, Boldlni 1889», (riprodotto nella copertina del primo CD realizzato dall’Associazione).
Nella vetrinetta, al cento della stanza, sono esposti alcuni spartiti originali.



Casa-Museo Gaetano Braga - Terzo pianerottolo e scalinata

- Varie riproduzioni: Foto di Gaetano Braga e del fratello Giuseppe, pianista; incisione di Z. De Nasson (Vienna 1859) che ritrae il famoso mezzosoprano Adelaide Borghi-Mamo, sua allieva di canto (per la cui voce scrisse l’opera Margherita La Mendicante ed a lei dedicò l’Album della Leggenda Valacca);






- foto della Casa Braga scattata dal conte Andrea Acquaviva d’Aragona (primo fotografo giuliese ed amico di Braga), nel 1889, un quindicennio dopo la ricostruzione ex-novo della casa. Il piccolo edificio confinante ci può suggerire nella tipologia come doveva essere la casa originaria, ben più modesta, dove il Nostro nacque;







- autoritratto fotografico del conte Andrea Acquaviva d’Aragona. Figura poliedrica di nobile di fine Ottocento, con interessi molteplici: si dilettava anche di musica, al violino, al violoncello, ed al pianoforte e fu autore di alcune romanze da salotto per canto e pianoforte. Sua madre, Alessandrina d’Obrescoff, contessa di Gastellana, figlia dell’ambasciatore di Russia, donna di bella presenza e raffinata cultura, era la vera animatrice del Salotto Acquaviva; scriveva poesie in francese (è suo il testo de Le trois bouquets de Marguerite, romanza musicata da Braga).

   
Nel suo salotto si tenevano serate musicali, alle quali partecipavano Gaetano Braga, con suo fratello Giuseppe (Giulianova 1839; Roma 1879) - ottimo pianista, che Gaetano aveva aiutato negli studi musicali - e il giovane Francesco Paolo Tosti. La sorella di Andrea, Sofia Acquaviva d’Aragona in Properzi, suonava benissimo il pianoforte, cantava e dipingeva.



Casa-Museo Gaetano Braga - Secondo piano (pianerottolo)
 
Nel pannello sono raccolti i ritratti di alcuni dei personaggi più noti del mondo culturale europeo, conosciuti dal musicista giuliese negli anni in cui visse a Parigi. Rossini, punto di riferimento dell’Opera Italiana, considerato quasi una divinità, divenne intimo amico di Braga: esistono numerose lettere ed aneddoti sulla loro amicizia; al grande pesarese Braga dedicò il Trio de Salon (ultimo brano del nostro CD) e l’opera teatrale Gli Avventurieri; Rossini scrisse e dedicò a Braga Une larme, nota composizione per violoncello e pianoforte (al 1° piano è esposta una copia del manoscritto autografo conservato a Pesaro).
 
Braga aveva suonato anche con Verdi e gli era rimasto molto affezionato tant’è che, nel 1901, quando questi morì, la sera stessa il Nostro, piangendo, scrisse una Meditazione per violoncello, in cui espresse tutta la disperazione per la grande perdita; questo brano, rintracciato dall’Associazione, è stato registrato in prima registrazione mondiale nel CD con musiche strumentali da camera, proprio in occasione del centenario della morte di Verdi. Meyerbeer, per la sua opera Il Profeta, si raccomandò a Braga affinché seguisse la cantante Adelaide Borghi-Mamo, nella preparazione della parte.
   
Sia Verdi, sia Halévy (maestro di Bizet), operista e librettista, mandavano celebri cantanti a perfezionare brani d’opera da Braga.
Il grande giuliese fu, quindi, prima di Tosti, ricercato maestro di canto.   

Conobbe anche Offenbach, Cautier (celebre scrittore, autore del Capitan Fracassa, nonché critico d’arte e musicale, il quale parlava molto bene di Braga nelle cronache del tempo), Alessandro Dumas figlio (che gradiva molto l’ascolto dell’Adieux à Varenna).
Delacroix, notissimo pittore, e Doré, disegnatore, noto per le incisioni della Bibbia e della Divina Commedia, furono amici di Braga e suoi compagni in allegre serate parigine.
Questi sono solo alcuni dei tanti personaggi, che conobbe nella sua quarantennale permanenza nella capitale francese.
L’autore di tutti questi ritratti foto grafici è Nadar, pseudonimo di Felix Tournachon (1820-1910), celebre fotografo parigino, considerato il padre della fotografia aerea, in quanto fu il primo a scattare foto dalla mongolfiera; fu anche il primo a fare fotografie con la luce artificiale nei sotterranei di Parigi. Spericolato, appassionato del pallone aerostatico, durante l’assedio dei prussiani a Parigi, compiva, assieme ad amici, voli con le mongolfiere, tra le cannonate dei nemici, per assicurare il servizio postale. Era ritrattista, caricaturista già prima di dedicarsi alla fotografia; anche nelle foto perciò riusciva a cogliere bene il carattere dei personaggi che ritraeva. Nel suo studio si riunivano gli artisti che diedero vita all’impressionismo francese, e nel 1874, vi fecero la loro prima esposizione.
Nadar eseguì anche un ritratto a Camillo Sivori, famosissimo violinista (unico allievo riconosciuto da Paganini) con cui Braga suonava abitualmente, in trio, assieme al pianista Stanzieri. Ritrasse anche Braga, col suo violoncello Stradivari, e nella foto compaiono la firma di Nadar e l’indirizzo del suo studio parigino.
Ultima composizione di Gaetano Braga conosciuta: Requiem per Enrico Bindi.
Nel 1906 Vincenzo Bindi, illustre storico giuliese, si reca a Milano per trovare il suo vecchio concittadino e gli chiede di scrivere un requiem per il suo giovane figlio, Enrico, morto prematuramente all’età di 27 anni (era pittore e suoi quadri si conservano presso la Pinacoteca comunale “Bindi”). Braga, benché paralizzato alla parte desta e molto depresso, perché da qualche anno non poteva più suonare il violoncello, riesce a scrivere qualche riga di musica con grafia molto tremolante (l’anno successivo morirà).



Casa- Museo - Secondo piano (vano principale)
stampa grande del ritratto fatto da Nadar a Braga;
riproduzione del ritratto del musicista realizzato nel 1881 da Louise Catherine Breslau;
copia del frontespizio del Metodo per violoncello scritto da Dorzauer e «interamente riformato da Braga», stampato da Ricordi ed adottato, all’epoca, in tutti i Conservatori d’Italia. Oltre alle note e alle indicazioni sugli studi del Dotzauer (violoncellista tedesco 1783- 1860), Braga inserisce una sorta di trattato sul violoncello, dove esprime la propria poetica, il suo pensiero sull’arte violoncellistica. Tra i concetti più ricorrenti c’è quello che il violoncello deve cantare, «imitare la maniera dei bravi cantanti» ed esprimere tutta l’interiorità del sentimento del compositore e dell’interprete.
Sul violoncello bandisce ogni uso del virtuosismo fine a se stesso, come puro sfoggio di tecnica strumentale, alla «maniera paganinesca» come la chiama lui. Qui fa sentire la propria esperienza di studente e di insegnante di canto, ma anche la sua formazione presso la scuola di Napoli, patria del “bel canto”;
copia del Testamento olografo di Braga rinvenuto dall’Associazione, scritto dal musicista nel 1897, dieci anni prima di morire. Egli volle, dopo la morte, essere cremato e sulla lapide, posta nel tempio crematorio del Cimitero Monumentale di Milano, scritte le sole parole: «Gaetano Braga nato a Giulianova e morto cittadino milanese», proibendo che le sue ceneri uscissero da Milano. Nominò erede universale il nipote Gaetano Braga di Giulianova, figlio di suo fratello Francesco. Quali esecutori testamentari indicò gli amici Pippo e Giulio Vigoni, allora proprietari della Villa Mylius Vigoni sul Lago di Como;
nella vetrina sono evidenziati due importanti riferimenti letterari.
La novella di Antonio Fogazzaro Il fiasco del maestro Chieco, il cui protagonista è Braga, sotto il nome di Chieco, che fallisce non in campo musicale, ma in una vicenda amorosa (Braga ricambiò musicando La ricamatrice, una lirica di Fogazzaro, quale testimonianza della stretta amicizia che ebbe con lo scrittore).
L’altro caso letterario è il racconto di Anton Cechov Il monaco nero, nel quale è citata più di una volta la Leggenda Valacca come «nota serenata di Braga». Ma Čechov va oltre, specie nella parte finale, con un evidente parallelo tra le vicende del protagonista del suo racconto, e quelle della Fanciulla della Leggenda Valacca, così la Serenata diventa parte integrante del racconto medesimo.
Braga donò l’Album di cui fa parte La Serenata all’editore parigino Flaxland, senza dare troppa importanza a quanto aveva scritto; del resto, come ha notato il famoso compositore Dmitrij Sciostakovič, a giudicare dallo spartito sarebbe cattiva musica, tanto è semplice la struttura compositiva del brano, ma «ogni qualvolta l’ascolti gli occhi si imperlano di lacrime. Probabilmente non esiste buona e cattiva musica, c’è solo musica che ti tocca e musica che ti lascia indifferente». E, infatti, la Leggenda Valacca, cantata da celebri artisti, perfino da regine, ebbe diffusione in tutto il mondo; venne suonata da Sivori, dinanzi a Garibaldi, e trascritta in innumerevoli versioni, tanto che l’editore ne trasse grande profitto.
Il Corricolo Napoletano, elemento caratteristico della vita quotidiana a Napoli, compare ritratto nella copertina dello spartito (stampato da Ricordi) dell’omonima composizione di Braga, ma anche da due pittori della Scuola di Posillipo: Consalvo Garelli, suocero di Vincenzo Bindi e Antonio Pitlòo (entrambe le opere sono conservate presso la Pinacoteca Comunale di Giulianova). Molto efficace è la descrizione che Braga fa nella sua composizione musicale, uno Scherzo (Allegro brillante), dove riproduce lo scalpitio dei cavalli, il sobbalzare delle ruote sul selciato e, con un “saltellato” dell’arco, i colpi di frusta; una musica ricca di effetti onomatopeici e ritmici (accelerandi, esitazioni, sorprese) con un sereno cantabile a metà del brano.



L'Associazione Culturale "Gaetano Braga" onlus - Giulianova
L’Associazione Culturale “Braga” onlus dopo anni di lunghe ed accurate ricerche ha raccolto ed esposto nelle sale del museo, il seguente materiale sulla vita e l’opera di Gaetano Braga:
- 2 lettere originali autografe;
- circa 250 lettere autografe in copia;
57 spartiti originali di cui 50 versioni diverse della famosa Leggenda Valacca, conosciuta anche come Serenata di Braga e, soprattutto nei paesi anglosassoni, come Angel’s Serenade;
- più di 100 spartiti in copia;
52 incisioni discografiche storiche, con voci celebri del passato, quasi tutte della Leggenda Valacca su vari supporti: 8 dischi 78 g.g. (metà incisi solo su un lato), 2 cilindri in cera blu di T. Edison, 1 rullo di carta perforato per pianoforti automatici, 4 dischi 33 g.g., 1 disco 45 g.g., 36 registrazioni storiche riversate su CD;
- 8 libretti d’opera in copia;
- 1 libretto d’opera originale pubblicato nel 1859;
- 1 Fotografia originale del 1905;
- 8 Fotografie, 4 ritratti, 1 caricatura (riproduzioni);
- 1 originale della biografia pubblicata dallo storico Vincenzo Bindi nel 1927;
- 1 originale del saggio di Renato Simoni Teatro di Ieri: ritratti e ricordi;
- 3 numeri originali della Gazzetta Musicale di Ricordi;
- 1 numero originale della Domenica del Corriere del 1907;
- 1 numero originale della Tribuna Illustrata del 1907;
- alcune pubblicazioni originali di composizioni di E P. Tosti: 17 dischi 78 g.g. e 2 spartiti.



Promozione e pubblicazione di CD sulla musica di Gaetano Braga
 
L'Associazione Culturale ‘Braga’ onlus ha promosso l’incisione di due CD pubblicati e distribuiti in tutto il mondo, rispettivamente dalla casa discografica Bongiovanni di Bologna e dalla Wide Classique di Teramo; contengono composizioni da camera di Gaetano Braga, strumentali (il primo, 2001) e vocali (il secondo, 2005). Le musiche in prima registrazione mondiale, sono state riscoperte dall’Associazione dopo un accurato lavoro di studio e ricerca sull’opera del musicista giuliese. È stato rintracciato anche un pregevole pastello su tela del celebre pittore Giovanni Boldini, poco conosciuto, con dedica, «Al mio amico Braga, Boldini 1889», conservato nella Villa Vigoni, a Loveno di Menaggio (CO), e riprodotto sulla copertina del primo CD. La selezione dei brani, lo studio, l’esecuzione e la direzione sono opera del M° Galileo Di Ilio.

Gaetano Braga - 2001
I brani contenuti nel CD:
01.  Soiréé à Naples
02. In Barchetta
03. Saltarella Abruzzese
04. Solo! Solo! Solo!
05. Un sogno
06. Meditazione
07. Pergolesi
08. Meditazione n° 1
09. Meditazione n° 2
                                                         10. Meditazione n° 3
                                                         11. Meditazione n° 4
                                                         12. Souvenir du Rhin
                                                         13. Adieux à varenna
                                                         14. E' desso!..E' il suo canto!
                                                         15. Il Corricolo Napoletano
                                                         16. Trio de Salon
                                                         T.T: 76'03''

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Gaetano Braga - 2005
I brani contenuti nel CD:
CANTO E PIANOFORTE
01. La Preghiera della Sera 
02. I Giuramenti 
03. Le Vase Brisé
CANTO, VIOLONCELLO E PIANOFORTE
04. Les Trois Bouquets de Marguerite
CANTO E ORGANO
05. Ave Maria in Chiave di Sol
CANTO E PIANOFORTE
                                                         06. A' Une Fleur
                                                         07. L'Infinito
                                                         CANTO, VIOLONCELLO E PIANOFORTE
                                                          08. L'Esule
                                                          VIOLONCELLO E PIANOFORTE
                                                          09. Gavotta
                                                          10. Madonna! Tu Ci Salvi
                                                          Secondo concerto per violoncello in La Minore
                                                          11. I. Allegro Marziale
                                                          12. II. Andante
                                                          13. III. Presto
                                                          CANTO E PIANOFORTE
                                                          14. Il Canto della Ricamatrice
                                                          15. Toujours L'Aimer
                                                          16. Bellina, vio dormite in Sen d'Amore
                                                          17. Tempesta
                                                          CANTO, VIOLONCELLO E PIANOFORTE
                                                          18. La Serenità: Leggenda Valacca
                                                          T.T: 72'30''
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Per informazioni sui CD rivolgersi a:
Associazione Culturale “G. Braga” onlus
orso Garibaldi, 123 — 64021 Giullanova (TE)
Tel. e Fax 085/8008878
E-mail: assobraga@emall.it - Sito: http:/wwwgaetanobraga.com 
Giovanni Di Leonardo docente e storico, con all’attivo numerose pubblicazioni di abruzzesistica, è Presidente dell’Associazione.
Galileo Di Ilio violoncellista con intensa attività concertistica, è Direttore Artistico dell’Associazione.
Biblioteche a Giulianova

Biblioteca civica “Vincenzo Bindi”
Corsa Garibaldi, 14 - tel. 085/8003395 Giulianova Città
Numero dei volumi catalogati: 23.000
Settori: abruzzesistica, libri antichi, arte, filosofia, emeroteca
Lasciti: Bindi (opere generali) - De Lucia (abruzzesistica) - Mercante (filosofia)
Orario: 9-12; 15-18,30; sabato 9-12,30


Biblioteca del Centro Culturale “San Francesco”
Piccola Opera Charitas
Via Ruetta Scarafoni, 3 - Giulianova Città - tel. 085/8003677
Numero dei volumi catalogati: 12.000
Settori: emeroteca, storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni e della Chiesa
Orario: 8-20


Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo
Via I. Nievo, 6 - Tel. 0858003508 - Fax 08580027108
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 18 (orario invernale) e dalle 16 alle 19 (orario estivo); sabato dalle 9 alle 12.
Il Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo, istituito con L.R. 6 Luglio 1978 N. 35, opera nei territori comunali di Giulianova, Roseto, Mosciano Sant’Angelo, Bellante, Morro D'Oro e svolge promozione culturale concorrendo alla formazione ed alla realizzazione della persona umana mediante una effettiva partecipazione alla vita della comunità del comprensorio.


Biblioteca Padre Candido “Donatelli”
Inaugurata il 27 maggio del 1995, la Biblioteca “P. Candido Donatelli” è riuscita progressivamente a ritagliarsi un ruolo assolutamente rilevante nella realtà culturale non solo giuliese. L’attivismo e l’entusiasmo degli operatori della quarta biblioteca cittadina (Direttore dott. Sandro Galantini; bibliotecari dott. Piera Fagnani e Alfonso Di Felice) hanno fatto sì che la raffinatissima struttura, fortemente voluta dall’allora Superiore del Convento dei Cappuccini P. Serafino Colangeli, divenisse un punto di riferimento importante per studenti, operatori culturali e studiosi non solamente locali.
Orario biblioteca:dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 15-19; il sabato dalle 10 alle 13.

Giulianova, la Posillipo d'Abruzzo

Giulianova (Te) Abruzzo - Italy. Gli ingredienti sono quelli classici dell’Abruzzo più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche e biblioteche, chiese e santuari, il suo verde, il suo mareQuesta località balneare oltre a sottolineare ciò che di Giulianova è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.
 
 
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