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Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Marroni Aldo

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La rassegna delle pubblicazioni di opere librarie da Scrittori & Storici di Giulianova
 
Indice Storici & Scrittori giuliesi - Aldo Marroni
 p u b b l i c a z i o n e 

Klossowski e la comunicazione artistica
a cura di Aldo Marroni
Finito di stampare nell'anno 1993 "Centro internazionale studi di estetica"

Prefazione
Questa ricerca nasce da una lunga frequentazione dell’opera di Pierre Klossowski risalente all’estate 1986, anno in cui ho partecipato a Rimini a un seminario sul concetto di ospitalità diretto da Mario Perniola.
Accostandomi al lavoro multiforme dell’artista-filosofo francese mi sono posto queste domande: quale rilievo ha la nozione di simulacro? Il suo pensiero è frutto di una solitaria elucubrazione spinta al culmine o ha una rilevanza esterna? Vale a dire: tende ad essere disincarnante, come in Georges Bataille, o ha un effetto incarnante? Esiste un livello dell’esperienza in cui tale effetto incarnante assume come suoi strumenti i codici, gli stereotipi istituzionali e convenzionali in uso, per attuare una strategia di penetrazione e non di autodeterioramento e sparizione?
Singolare destino quello della ricezione italiana di Klossowski, rimasto un pensatore del tutto sconosciuto, e comunque poco studiato, pur essendo le sue opere quasi tutte tradotte e pubblicate. I vari e sparuti commentatori sono stati colpiti esclusivamente dalla condotta adulterina di Roberte e dalla vocazione voyeuristica di Octave, suo marito, ambedue protagonisti della Lois de l’hospitalité, scoprendo così nello scrittore e pensatore francese soltanto una sorta di erotomane in preda alle sue ossessioni coniugali. È solo nel 1979, con la pubblicazione del saggio Fenomeno e simulacro, che Mario Perniola ne valorizza il pensiero e svela la fecondità della nozione di simulacro, soprattutto in relazione al magistrale lavoro Nietzsche et le cercle vicieux.
Per un sistema culturale avvezzo a classificare in correnti e ambiti di lavoro ben delimitati, scrittori, filosofi, artisti, è sempre effetto di una anomalia ciò che nasce con il vizio dell’inclassificabilità. Pierre Klossowski è uno di quegli intellettuali (ma anche questa è una definizione di comodo) refrattari, in linea di principio e in linea di fatto, a qualsiasi catalogazione.
È un romanziere, un filosofo, un artista, un erotomane? Niente di tutto questo: egli si è autodefinito un monomane. L’apparente oscurità della definizione devia inesorabilmente chi non fa uno sforzo di conoscenza su una strada contraddistinta da segnali negativi come: malattia, follia, mania, fissazione. Insomma Klossowski non potrebbe che apparire surdeterminato da un’inalienabile sfera patologica.
Nemmeno Platone tuttavia ha pensato che la mania fosse alcunché di devastante per il pensiero, e lo stesso Klossowski afferma che il monomane, vale a dire il posseduto da una sola e medesima passione, un “segno unico”, ha il compito altamente positivo di divulgare nella società (cioè nel mondo dei codici convenzionali) contrassegnata dalla piattezza spirituale e dal rifiuto programmatico di accogliere ciò che è esteriore alla propria visione soggettivistica, quel segno che in maniera benefica lo domina. Quando l’anima è vuota, quando non è posseduta da nessuna potenza, solo allora è malata. Ma come il monomane, sia esso il perverso sadiano, il teologo Octave appassionato collezionista delle opere di Tonnerre, oppure Roberte o Atteone, potrà far transitare il suo “segno” nell’ambito dei costumi convenzionali? Come questa sensibilità giungerà al pubblico divenendo nel contempo praticabile quale legge dell’ospitalità?
Il cammino da intraprendere è diametralmente opposto a qualsiasi interiorizzazione e spiritualizzazione dell’esperienza vissuta. Il monomane non disincarna la sua perversione per incontrare il più originario, ma si orienta verso l’esterno: l’erotismo, la valorizzazione della pelle e della lingerie, soprattutto i guanti, la drammaturgia teatrale e spettacolare dei tableaux vivants, che obbediscono al gesto sospeso, incompiuto, del solecismo.
Non vi è dunque nulla di misterioso da disoccultare per Klossowski ma il tentativo, sempre reiterato, saggiando pratiche tra loro diverse, di individuare un livello d’espressione istituzionale già accettato e consolidatosi nella società. Simile ambito appartiene al mondo del codice dei segni convenzionali: la produzione artistica, l’esperienza cinematografica, la scrittura creativa.
Il mio lavoro, pubblicato dal Centro Internazionale Studi di Estetica grazie a Luigi Russo, nasce proprio dall’esigenza di verificare gli esiti estetici e artistici dell’opera klossowskiana. Infatti a partire dagli anni ‘70 Klossowski ha consacrato la sua attività esclusivamente alla creazione di tableaux vivants, i quali rappresentano il livello istituzionale e convenzionale per far transitare in concreto nel mondo quel segno di sensibilità ricevuto in dono dal monomane.
A conclusione della presente nota esprimo sincera gratitudine all’amico Mario Perniola: senza i suoi consigli e l’importante contributo teorico, questo e i miei precedenti lavori sull’artista-filosofo francese non sarebbero mai nati, Un ringraziamento non meramente formale va inoltre a Jean Decottignies che ha apprezzato la mia ricerca più di quanto meritasse e, the last but not the least, allo stesso Pierre Klossowski per lo stimolante incoraggiamento ricevuto.
Aldo Marroni (Giulianova 1952) è autore di: Klossowski (Pescara, Tracce, 1990); Klossawski e la coomunicazione artistica (Palermo, Aesthetica preprint, 1993); Filosofie dell’intensità (Milano, Mimesis, 1997); Klossowoski. Sessualità, vizio e complotto nella filosofia (Milano, Costa e Nolan, 1999); Inestetiche. Desoggettivazione e conflitto nel sentire contemporaneo (Pescara, Tracce, 1999); L'enigma dell'impuro (Roma, Carocci editore, 2007); Pierre Klossowski - La moneta vivente (Milano, Mimesis Edizioni, 2008); L'arte dei simulacri (Milano, Costa & Nolan, 2009); Muse ribelli - Complicità e conflitto nel sentire al femminile (ombre corte 2012); Estetiche dell’eccesso - Quando il sentire estremo diventa «grande stile» (Quodlibet Edizioni, Macerata 2012, pp.172); La decivilizzazione estetica della società. Sul sentire neo-cinico, Bruno Mondatori, Milano 2014.
Biblioteche a Giulianova

Biblioteca civica “Vincenzo Bindi”
Corsa Garibaldi, 14 - tel. 085/8003395 Giulianova Città
Numero dei volumi catalogati: 23.000
Settori: abruzzesistica, libri antichi, arte, filosofia, emeroteca
Lasciti: Bindi (opere generali) - De Lucia (abruzzesistica) - Mercante (filosofia)
Orario: 9-12; 15-18,30; sabato 9-12,30


Biblioteca del Centro Culturale “San Francesco”
Piccola Opera Charitas
Via Ruetta Scarafoni, 3 - Giulianova Città - tel. 085/8003677
Numero dei volumi catalogati: 12.000
Settori: emeroteca, storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni e della Chiesa
Orario: 8-20


Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo
Via I. Nievo, 6 - Tel. 0858003508 - Fax 08580027108
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 18 (orario invernale) e dalle 16 alle 19 (orario estivo); sabato dalle 9 alle 12.
Il Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo, istituito con L.R. 6 Luglio 1978 N. 35, opera nei territori comunali di Giulianova, Roseto, Mosciano Sant’Angelo, Bellante, Morro D'Oro e svolge promozione culturale concorrendo alla formazione ed alla realizzazione della persona umana mediante una effettiva partecipazione alla vita della comunità del comprensorio.


Biblioteca Padre Candido “Donatelli”
Inaugurata il 27 maggio del 1995, la Biblioteca “P. Candido Donatelli” è riuscita progressivamente a ritagliarsi un ruolo assolutamente rilevante nella realtà culturale non solo giuliese. L’attivismo e l’entusiasmo degli operatori della quarta biblioteca cittadina (Direttore dott. Sandro Galantini; bibliotecari dott. Piera Fagnani e Alfonso Di Felice) hanno fatto sì che la raffinatissima struttura, fortemente voluta dall’allora Superiore del Convento dei Cappuccini P. Serafino Colangeli, divenisse un punto di riferimento importante per studenti, operatori culturali e studiosi non solamente locali.
Orario biblioteca:dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 15-19; il sabato dalle 10 alle 13.

Giulianova, la Posillipo d'Abruzzo

Giulianova (Te) Abruzzo - Italy. Gli ingredienti sono quelli classici dell’Abruzzo più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche e biblioteche, chiese e santuari, il suo verde, il suo mareQuesta località balneare oltre a sottolineare ciò che di Giulianova è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.
 
 
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