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Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Tentarelli Francesco

Giulianova > Storici & Scrittori > Tentarelli Francesco
 
La rassegna delle pubblicazioni di opere librarie da Scrittori & Storici di Giulianova
 
Indice Storici & Scrittori giuliesi - Francesco Tentarelli
 p u b b l i c a z i o n e 

Alfonso Tentarelli
Giulianova - Casa
“Gaetano Braga” Luglio-Agosto 1992
Finito di stampare per conto delle Edizioni Grafiche Italiane nel mese di luglio 1992 S.Atto / Teramo.

COMUNE Dl GIULIANOVA
Comitato per il Recupero del Centro Storico
AGORÀ
 
ALFONSO TENTARELLI
GIULIANOVA - CASA “GAETANO BRAGA”
Luglio-Agosto 1992
 
L‘artista giuliese Alfonso Tentarelli avrebbe meritato molta più attenzione e rispetto. Soprattutto perché ha operato in un discreto silenzio, per lungo tempo, lontano dai clamori della cronaca effimera e della mondanità vuota. E questo silenzio è stato molto eloquente, poiché i suoi lavori, le sue sculture danno senso e «parole» a piazze e luoghi sia a Giulianova sia in Italia e all’estero, L‘umiltà del suo lavoro, così intenso e «artigianale», ha avuto importanti riconoscimenti e momenti di successo, quando negli anni Sessanta tiene uno studio a Roma, ed è apprezzato e ammirato da critici e pubblico.
Giulianova ha un debito con Alfonso Tentarelli, che vogliamo saldare, onorando l’uomo e la sua opera.
La mostra allestita nella Casa che fu di un altro grande giulese, Gaetano Braga, è il segno — per quanto ancora modesto — di una prima attenzione e di un legame ideale con la nostra storia e i nostri uomini di cultura, ai quali tanto dobbiamo. Per questo nei programmi dell’Amministrazione Civica, vi è l’acquisizione di almeno due opere dello scultore da destinare al «Centro Congressi Kursaal» e la creazione di una «Sala d’arte» — come quella già dedicata a Raffaello Pagliaccetti — nella quale raccogliere, secondo il volere degli eredi e gli intendimenti del Comune, le opere ancora in possesso della famiglia, alla quale voglio esprimere il mio più sentito ringraziamento, per aver permesso la realizzazione della mostra.
Dott. Franco Gerardini
Sindaco di Giulianova
 


Brevi cenni sulla vita e sulle opere d Alfonso Tentarelli. 
Questa breve introduzione di carattere biografico si prefigge, nei limiti di chi scrive, di ricostruire cronologicamente le varie fasi della attività artistica di Alfonso Tentarelli. Tuttavia, al contrario di quanto si possa pensare, diventa estremamente difficile poter attribuire una data precisa ad ogni singola opera, poiché le sculture non recano quasi mai la data di esecuzione e ciò oggettivamente complica ogni tentativo di catalogazione e sistemazione del profilo dell’artista in relazione alle tendenze e alle influenze dell’arte contemporanea.

Lo scultore Alfonso Tentarelli nel suo studio di viale dello Splendore.

La sua vasta produzione realizzata in un cinquantennio, dimostra quanto egli fosse prolifico ed attaccato al lavoro, e quanto contasse la ricerca materica nell’ambito della sua poetica artistica.
Le opere che qui vengono esposte sono di recente esecuzione ed abbracciano un arco di tempo che và (se si esclude l’opera Bambino databile al 1952) dagli 1960 agli 1970, e sono quelle sculture di proprietà dell’artista.

Testa di donna, terracotta, 1968

Pertanto si tratterà di un periodo poco conosciuto che in qualche modo sostanzia l’ultima fase dell’attività dello scultore e che evidenzia anche esperienze nuove nella sua concezione spaziale e plastica.
I suoi primi lavori di una certa importanza risalgono agli anni quaranta e fanno seguito ad esperienze interessanti compiute durante il decennio precedente. Tali lavori riguardano opere come I buffoni del circo, tema e soggetto che lo scultore riprenderà nel 1965 con I giocolieri, Eternamente, Bambino col cane ed altre ancora di cui si farà cenno più avanti.
I temi che sviluppa sono quelli, per buona parte, legati alla quotidianità dell’esistenza con concessioni saltuarie alle problematiche connesse alla temporalità come ad esempio l’interessante scultura intitolata appunto Il tempo realizzata tra gli anni quaranta e cinquanta.
Nato a Giulianova l’8 agosto del 1906 da umile famiglia frequenta la scuola elementare ed all’età di 10 anni è costretto ad abbandonare gli studi a causa della morte del padre ucciso durante la prima guerra mondiale.

Bozzetto per il monumento al Cardinale Copello, terracotta patinata, 1973.

Primo di cinque figli, deve lavorare con la madre presso una locale fornace di mattoni, e qui inizia il suo rapporto privilegiato con l’argilla che durerà per tutta la sua esistenza.
Tant’è che la maggior parte della sua produzione è composta da terracotte per lo più patinate e tradotte in moltissimi casi in bronzo.
Questo rapporto con l’argilla è fondamentale per capire lo sviluppo del suo fare artistico senza tuttavia trascurare le opere eseguite in marmo, travertino, legno e ceramica.
Dopo la morte della prima moglie si risposa all’età d 32 anni ed inizia ufficialmente la sua attività di scultore.
I primi tempi sono veramente difficili: ottiene qualche committenza: soprattutto soggetti sacri.
La seconda guerra mondiale segna una battuta d’arresto nella sua attività ed è costretto a svolgere svariati lavori manuali per poter garantire il mantenimento della famiglia.
Alla fine del conflitto inaugura una consistente produzione artistica che lo vede maturato soprattutto nel linguaggio tendente al recepimento della lezione dei grandi Martini e Manzù.
Nel 1951 è ammesso a partecipare alla sesta Quadriennale di Roma dove presenta la scultura Pensiero alla luna, nello stesso anno esegue anche Le ore tristi, La sonnambula e L’assetata.
L’anno successivo su invito, espone al Salone Capitolare di Palazzo Venezia la scultura Il guado e realizza anche la terracotta Figura di donna.

Amanti, terracotta, 1975.

Fonda nel 1953 a Montesilvano una scuola d’arte che riscuote molto successo grazie all’iscrizione di moltissimi allievi, alcuni dei quali diventeranno più tardi dei validi artisti.
Sempre nello stesso anno continua il processo di perfezionamento di un interessante procedimento di produzione ceramica in cui il colore è impastato con la materia tanto che qualcuno ha voluto paragonare tale tecnica «ai biscuit bianchi della fabbrica borbonica di Capodimonte» (A. Sorrentino); l’opera intitolata Bambino del 1952 è senz’altro un esempio di come quella tecnica potesse assurgere ad elemento materico non tanto di un piccolo oggetto quanto di una scultura. Nel 1954 espone a Palermo al circolo della Stampa e l’anno successivo inaugura una mostra presso l’istituto per l’Unione Culturale di Torino. In quegli anni esegue le opere Il cammino e Amore e arte.
Tra il 1950 e il 1955 oltre alle mostre già ricordate partecipa a moltissime altre esposizioni tra cui quella importantissima di Parigi, di Trieste, L’Aquila e Cava dei Tirreni.
Gli anni ‘50 lo vedono, dunque al centro di una frenetica attività espositiva e decide di trasferire il suo studio a Roma ove espone nel 1956 alla Galleria la Capannina. Due anni più tardi è invitato ad Assisi all’esposizione dell’arte Sacra Pro Civitate Cristiana. Numerosi i lavori che esegue: Donna al fiume, Il circo .e La testa di adolescente, mentre continua a dirigere la scuola di Montesilvano e a lavorare nello
studio di Roma, Si concludono così gli anni ‘50 con una serie di riconoscimenti accademici e con positivi giudizi critici.
Nel 1963 espone a Barletta e a Belluno su invito, e l’anno successivo tiene una personale a Ginevra.
Durante gli anni sessanta il suo lavoro si concentra essenzialmente sulla realizzazione di importanti opere monumentali.
Realizza in travertino l’imponente monumento dedicato a San Francesco che sarà ubicato ad Arpino ed inaugurato nel 1972 e nella sua città nel contempo lavora anche ad un’altra grande opera dedicata ai Caduti del mare.
Esegue anche il monumento ai Caduti per la città di Corropoli e molti altri lavori di minor mole commissionati per buona parte da Enti pubblici.
Accanto alle opere di un certo impegno ne realizza altre come I giocolieri, Testa di donna, In attesa e La famiglia.
Agli inizi degli anni ‘70 decide di modificare la sua grammatica artistica a favore di nuove forme spaziali proposte nelle opere quali Donna in riposo, Uomo in riposo, Passo di danza, li ballo e Guerrieri, abbandonandola subito dopo a favore della riproposizione di quanto già collaudato e fatto proprio dal punto di vista stilistico. Tutto questo anche in ragione del fatto che egli fin dalle prime esperienze aveva già individuato, forse, le ragioni formali della sua poetica.
Nel 1975 inaugura nel suo studio di Viale dello Splendore una interessante mostra antologica in cui sono esposti opere rappresentative per la comprensione della sua vicenda artistica.
Da quella data inizia un periodo di riflessione e di silenzio dettati in primo luogo dagli oscillamenti del gusto e dai nuovi linguaggi artistici emergenti nonché dal rapporto sempre più complesso e sofisticato tra artista e committenze e dalla difficile promozione della propria immagine e delle opere prodotte.
Agli inizi degli anni ottanta una grave malattia lo costringe ad abbandonare il suo studio ed il suo lavoro.
Si spegne a Giulianova nella propria abitazione il 13 aprile 1992.
Francesco Tentarelli



 
Elenco delle tavole
1) I giocolieri, legno patinato 1965.
2) Testa di donna, terracotta, 1968.
3) In attesa, bassorilievo, terracotta patinata, 1968.
4) La famiglia, bronzo, 1970.
5) L’alcoolista, terracotta patinata, 1972.
6) Il vento, terracotta patinata, 1973.
7) Tauromachia, terracotta, 1973.
8) Tauromachia, particolare.
9) Tauromachia, particolare.
10) Bambino, ceramica policroma a corpo, 1952.
11) Bozzetto per il monumento al Cardinale Copello, terracotta patinata, 1973.
12) Animali, terracotta patinata, 1973.
13) Donna in riposo, terracotta patinata, 1974.
14) Testa di donna, terracotta policroma, 1968.
15) Passo di danza, terracotta patinata, 1974.
16) Il ballo, terracotta patinata, 1974.
17) Guerriero, terracotta patinata, 1974.
18) Amanti, terracotta, 1975.

Biografia

Biblioteche a Giulianova

Biblioteca civica “Vincenzo Bindi”
Corsa Garibaldi, 14 - tel. 085/8003395 Giulianova Città
Numero dei volumi catalogati: 23.000
Settori: abruzzesistica, libri antichi, arte, filosofia, emeroteca
Lasciti: Bindi (opere generali) - De Lucia (abruzzesistica) - Mercante (filosofia)
Orario: 9-12; 15-18,30; sabato 9-12,30


Biblioteca del Centro Culturale “San Francesco”
Piccola Opera Charitas
Via Ruetta Scarafoni, 3 - Giulianova Città - tel. 085/8003677
Numero dei volumi catalogati: 12.000
Settori: emeroteca, storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni e della Chiesa
Orario: 8-20


Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo
Via I. Nievo, 6 - Tel. 0858003508 - Fax 08580027108
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 18 (orario invernale) e dalle 16 alle 19 (orario estivo); sabato dalle 9 alle 12.
Il Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo, istituito con L.R. 6 Luglio 1978 N. 35, opera nei territori comunali di Giulianova, Roseto, Mosciano Sant’Angelo, Bellante, Morro D'Oro e svolge promozione culturale concorrendo alla formazione ed alla realizzazione della persona umana mediante una effettiva partecipazione alla vita della comunità del comprensorio.


Biblioteca Padre Candido “Donatelli”
Inaugurata il 27 maggio del 1995, la Biblioteca “P. Candido Donatelli” è riuscita progressivamente a ritagliarsi un ruolo assolutamente rilevante nella realtà culturale non solo giuliese. L’attivismo e l’entusiasmo degli operatori della quarta biblioteca cittadina (Direttore dott. Sandro Galantini; bibliotecari dott. Piera Fagnani e Alfonso Di Felice) hanno fatto sì che la raffinatissima struttura, fortemente voluta dall’allora Superiore del Convento dei Cappuccini P. Serafino Colangeli, divenisse un punto di riferimento importante per studenti, operatori culturali e studiosi non solamente locali.
Orario biblioteca:dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 15-19; il sabato dalle 10 alle 13.

Giulianova, la Posillipo d'Abruzzo

Giulianova (Te) Abruzzo - Italy. Gli ingredienti sono quelli classici dell’Abruzzo più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche e biblioteche, chiese e santuari, il suo verde, il suo mareQuesta località balneare oltre a sottolineare ciò che di Giulianova è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.
 
 
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