Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Tentarelli Francesco - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Giulianova e i suoi scrittori. La nuova pubblicazione di: Tentarelli Francesco

Giulianova > Storici & Scrittori > Tentarelli Francesco
 
La rassegna delle pubblicazioni di opere librarie da Scrittori & Storici di Giulianova
 
Indice Storici & Scrittori giuliesi - Francesco Tentarelli
 p u b b l i c a z i o n e 

ARTISTI GIULIESI
- L'Ottocento -
a cura di Aldo Marroni
e Francesco Tentarelli
Finito di stampare nel novembre 1985 per conto di L'Officina Edizioni - Roseto degli Abruzzi (Te).

PRESENTAZIONE
a cura di Aldo Marroni e Francesco Tentarelli
 
È sempre molto difficile scrivere di artisti la cui opera ha avuto una diffusione solo locale, o solo «napoletana». Il pericolo è sempre quello di fare della semplice erudizione, senza peraltro riuscire a collocare criticamente e storicamente gli autori catalogati.
Nel caso specifico di Artisti Giuliesi ci troviamo di fronte ad una duplice difficoltà:
1. il lavoro è reso difficile dalla scarsità di documenti originali, di letteratura e di opere, di cui è estremamente arduo rintracciare l’ubicazione;
2. dopo la stagione dei grandi ricercatori come De Nino, Pansa, Piccirilli e Bindi, è molto difficile parlare ancora di «arte e artisti abruzzesi», non foss’altro perché alla luce della storia politica e civile della nostra regione risulterebbe ancora oltremodo partigiano, alla maniera antifiorentina in cui lo era Bindi col suo Artisti Abruzzesi; mentre, al contrario, qualsiasi storia artistica, sia essa anche regionale, non può tener conto solo di criteri territoriali, ma deve soprattutto guardare allo sviluppo della storia dell’arte nelle sue manifestazioni globali.
Dunque Artisti Giuliesi vorrebbe essere innanzitutto un contributo alla riscoperta (o scoperta?) di quattro artisti nati a Giulianova, che operarono per lo più nell’area napoletana o fiorentina. Si tratta di una catalogazione che non ha la pretesa di individuare — anche se poi ogni catalogazione è anche sempre un procedimento di inscrizione in un contesto critico-storico e sistemare al proprio posto i pittori inventariati. Al contrario, essendo i materiali pubblicati frullo quasi occasionale di ricerche fatte per l’allestimento della mostra Giulianova nell’Ottocento (estate 1984), li pubblichiamo con l’occasionalità che gli si addice, e tuttavia con la convinzione di fare una cosa opportuna, conveniente.
Le notizie intorno agli artisti oggetto della presente introduzione, come si diceva, sono scarse, e laddove hanno la pretesa di essere occasione di critica rivelano una spiccata tendenza ad irretire la loro opera — soprattutto per quanto riguarda Cavalli — entro canoni di critica romantica.
Nell’ambito del catalogo degli artisti contemporanei Pagliaccetti, Bucci, De Maulo e Cavalli non hanno evidentemente i requisiti necessari per essere ascritti all’interno di correnti innovatrici. Per quanto concerne lo scultore Raffaello Pagliaccetti, la monografia del Parroni — edita nel 1927 — fornisce un’ampia documentazione biografica e antologizza giudizi critici che poco aggiungono al problematico ripensamento di questo autore che, tra purismo e verismo, influenze romane e toscane, ebbe poca lungimiranza nell’abbandonare modelli e stereotipi ereditati dal Tanerari, dal Dupré e dal Bartolini che pure aveva affermato a gran voce dalla cattedra di scultura — prima all’Accademia di Carrara e poi in quella di Firenze — la sua avversione al «bello ideale» dei neoclassici in nome di un ritorno alla natura. Tuttavia Pagliaccetti, durante i soggiorni romani — ove frequentò l’Accademia di San Luca - e poi a Firenze, dove lavorò per circa venti anni, seppe filtrare ma non assimilare la lezione dei grandi scultori del tempo, a cominciare dall’eredità del Canova. E pare strano come durante la sua permanenza a Firenze egli sia rimasto sempre subalterno alla logica accademica. Ereditò la cattedra del Duprè, senza tuttavia mai avvicinarsi alle idee del gruppo del Caffè Michelangelo per esempio, oppure alle novità della critica d’arte e alle nuove poetiche.
Ben altra tendenza dimostrò Flaviano Bucci nell’ambito della pittura. Le notizie intorno alla sua attività sono scarsissime. Certo è che lavorò a Napoli tra pittori come Filippo Palizzi, Gabriele Smargiassi (ambedue di Vasto) e Achille Vianelli. La sua permanenza in quella città, nel 1640, testimonia il rinnovato interesse da parte degli artisti abruzzesi per la cultura e l’arte napoletana. La pittura di Bucci si nutre — come nel caso di Belisario cieco alle porte di Roma (citato da altre fonti come Il Mendicante, acquistato da Ferdinando II per la Pinacoteca di Capodimonte) —ancora fino alla seconda metà dell’ottocento, di temi cari al neoclassicismo e alla scuola di David. Più «fresco» appare invece nel ritratto di Ippolita Bucci, che deriva la sua equilibrata armonia probabilmente dalla scuola del Bonolis. Tuttavia Bucci non riuscì a svincolarsi da certo eclettismo, e non raggiunse risultati innovatori.
Dalla Scuola di Posillipo e dal suo soggiorno a Napoli muove l’opera del De Maulo. I temi che tradusse sulla tela riguardarono essenzialmente la continuazione della pittura di «genere» con i soliti paesaggi ed alcune opere di «caccia morta». In queste ultime seppe esprimere al massimo, con spregiudicata resa di colori l’atmosfera implicita alla rappresentazione, la tensione derivante dalla natura. Inferiore appare la Madonna San Gaetano che denota un’assenza di resa proporzionale e coloristica.
Ancorato alla tradizione impressionistica francese, soprattutto Degas — ma filtrandola attraverso la lezione del Piccio e del Fontanesi — Giuseppe Cavalli seppe imprimere nuova forza alla tecnica del pastello riuscendo ad esprimere nelle sue opere buona luminosità. La guida di Pietro Gaudenzi nel campo della figurazione determinò nell’artista un indirizzo sostanzialmente accademico. Tuttavia Cavalli seppe raccogliere gli stimoli di una tradizione coloristica che, sviluppatasi in Francia, riuscì a convincerlo e a portarlo oltre i principi ipotecati dall’eredità romantica. Nei suoi ritratti — per esempio quello dello storico dell’arteVincenzo Bindi — la luce ottenuta mediante le sfumature del pastello, evidenzia la particolare condizione psicologica del personaggio, quasi a testimoniare un’epifania dell’immagine, l’attimo epocale, la sospensione di ogni fare, di ogni essere, l’istante in cui il volto sfiora l’autentico.



Flaviano Bucci
Nato a Giulianova il 26 dicembre 1817, ivi morto il 28 luglio 1906.
Compì i suoi studi a Napoli intorno al 1840 dove fu allievo del pittore teramano Giuseppe Bonolis.
Ebbe come suoi compagni Filippo Palizzi, Gabriele Srnargiassi (ambedue abruzzesi di Vasto) e Achille Vianelli.
Acquistò buona fama tra gli artisti napoletani.
Fu considerato tra i migliori coloristi partenopei di quel tempo.
Le sue opere sono per lo più ritratti, anche a pastello, o dipinti con soggetto religioso.
Tra le sue opere sono da ricordare: Mendicante, acquistato da Ferdinano II per la pinacoteca del palazzo di Capodimonte, Una fioraia, Ritratto di Donna Laura moglie dell’artista, e ritratti a pastello del Conte di Castellana e del figlio Andrea.
 
Flaviano Bucci, Ritratto di Ippolita Bucci. Olio su tela cm. 65x80.
 
Bibliografia
Pasquale Stanilao Mancini in Giornale Abruzzese, giugno 1839  n. XXX p. 115.
Vincenzo Bindi in Artisti Abruzzesi, Napoli, De Angelis, 1883 p. 78.
Angelo De Gubernatis, in Dizionario degli Artisti Italiani viventi,Firenze, Le Monnier, 1901, p. 78.
Galletti Ugo-Ettore Camesasca in Enciclopedia della Pittura Italiana, Milano, 1951, p. 454.
A.M. Comanducci in I Pittori Italiani dell’Ottocento, Milano, 1934, p. 89.
Thieme-Becker, Allgemeines lexicon der Bildenden Künstler, Leipzig, 1972, vol. V p. 173.
Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori italiani dall’XI  al XX sec., Torino, 1972, vol. II p. 322.



Raffaello (Raffaele) Pagliaccetti
Nato a Giulianova il 31 ottobre 1839, morto ivi il 10 maggio1900.
Dopo aver ricevuto i primi insegnamenti da Flaviano Bocci, si trasferì nel 1856 a Roma, ove frequentò l’Accademia di Francia, l’Accademia di S. Luca ove ebbe per maestro Pietro Tenerani.
Due anni dopo, a cura dell’Amministrazione Provinciale di Teramo, fu invitato a Firenze all’Esposizione Nazionale, onde perfezionarsi nell’arte moderna. Rimase a Firenze fino al 1897; qui esegui le sue opere maggiori: Garibaldi a Caprera (1866), premiata con medaglia d’oro; il busto del Generale Moltke (1873), premiato a Vienna; Pio lX sedente; il monumento a Vittorio Emanuele II,realizzato, poi, nel 1894 a Giulianova.
Partecipò alle esposizioni annuali di Firenze, Roma, Napoli, Parigi e alle Universali di Filadelfia e Vienna.
Successe al Dupré nella direzione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Raffaello Pagliaccetti, Sant'Andrea, 1884. Marmo, cm. 250x120x100.

Fu direttore della fabbrica Ginori di Doccia.
Le opere del Pagliaccetti sono sparse tra Firenze, Napoli, Teramo e Giulianova.
L’opera S. Andrea (marmo) si trova nella facciata di S. Maria del Fiore di Firenze.

Bibliografia
Si rinvia all’opera di Raffaele Aurini, Dizionario Bibliografico della Gente d’Abruzzo, Teramo, Ars et Labor, 1952, vol. I p. 186.
Per una catalogazione delle opere cfr. G. Parroni, Un caposcuola fiorentino del verismo: Raffaello Pagliaccetti nella vita e nell’arte, Milano, Esperia, 1927.
R. Pagliaccetti, Storia di un monumento (a cura di F. Tentarelli)  C.S.C. - Reg. Abruzzo, (in corso di stampa).




Egisto De Maulo
Nato a Giulianova il 4 settembre 1840, morto a Roma nel 1904.
Discepolo del Carelli, si formò a Napoli tra gli artisti detti della «Scuola di Posillipo».
Trattò soprattutto il paesaggio e la natura morta.
In una Promotrice di Napoli partecipò con tre opere:
1.      Un germano;
2.      Una lepre;
3.      Un gruppo di cacciagione.

Bibliografia 
Vincenzo Bindi, Artisti Abruzzesi, Napoli, De Angelis, 1883 p. 286.
Francesco Contaldi, Arte Giuliese, Giulianova, tip. dei commercio, 1894, p. 27.
A.M. Comanducci, l Pittori italiani dell’Ottocento, Milano, 1934, p. 195.
Egisto De Maulo
Beccaccia morta.
Olio su tela, cm. 37x71




Giuseppe Cavalli
Nato a Giulianova il 5 dicembre 1889.
Dalla sua città natale si recò a Velletri e da qui a Roma.
Studiò presso l’Accademia di Belle Arti della capitale ed in seguito sotto la direzione di Pietro Gaudenzi.
Negli ultimi anni della sua vita lavorò come restauratore presso il Vaticano.
Morì a Roma nel 1945.
Partecipò a varie mostre a Roma, a Brera, a Milano e concorse al premio Principe Umberto.
Fu particolarmente ammirato per la maestria con cui usò la tecnica del pastello nei ritratti.

Giuseppe Cavalli - RitrattoPastello, cm. 63x94.

Bibliografia
S.Brigiotti, Un giovane pittore abruzzese, in «Rivista Abruzzese», a. XXXIII (1918), p. 648.
Nello studio di Peppino Cavalli, in «L’Adriatico degli Abruzzi» a.l., n. 2 del 22 febbraio 1920.
A.M. Comanducci, Dizionario illustrato di pittori disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, Milano, 1962.

Biografia

Biblioteche a Giulianova

Biblioteca civica “Vincenzo Bindi”
Corsa Garibaldi, 14 - tel. 085/8003395 Giulianova Città
Numero dei volumi catalogati: 23.000
Settori: abruzzesistica, libri antichi, arte, filosofia, emeroteca
Lasciti: Bindi (opere generali) - De Lucia (abruzzesistica) - Mercante (filosofia)
Orario: 9-12; 15-18,30; sabato 9-12,30


Biblioteca del Centro Culturale “San Francesco”
Piccola Opera Charitas
Via Ruetta Scarafoni, 3 - Giulianova Città - tel. 085/8003677
Numero dei volumi catalogati: 12.000
Settori: emeroteca, storia, filosofia, letteratura, storia delle religioni e della Chiesa
Orario: 8-20


Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo
Via I. Nievo, 6 - Tel. 0858003508 - Fax 08580027108
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 18 (orario invernale) e dalle 16 alle 19 (orario estivo); sabato dalle 9 alle 12.
Il Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo, istituito con L.R. 6 Luglio 1978 N. 35, opera nei territori comunali di Giulianova, Roseto, Mosciano Sant’Angelo, Bellante, Morro D'Oro e svolge promozione culturale concorrendo alla formazione ed alla realizzazione della persona umana mediante una effettiva partecipazione alla vita della comunità del comprensorio.


Biblioteca Padre Candido “Donatelli”
Inaugurata il 27 maggio del 1995, la Biblioteca “P. Candido Donatelli” è riuscita progressivamente a ritagliarsi un ruolo assolutamente rilevante nella realtà culturale non solo giuliese. L’attivismo e l’entusiasmo degli operatori della quarta biblioteca cittadina (Direttore dott. Sandro Galantini; bibliotecari dott. Piera Fagnani e Alfonso Di Felice) hanno fatto sì che la raffinatissima struttura, fortemente voluta dall’allora Superiore del Convento dei Cappuccini P. Serafino Colangeli, divenisse un punto di riferimento importante per studenti, operatori culturali e studiosi non solamente locali.
Orario biblioteca:dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 15-19; il sabato dalle 10 alle 13.

Giulianova, la Posillipo d'Abruzzo

Giulianova (Te) Abruzzo - Italy. Gli ingredienti sono quelli classici dell’Abruzzo più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche e biblioteche, chiese e santuari, il suo verde, il suo mareQuesta località balneare oltre a sottolineare ciò che di Giulianova è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.
 
 
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