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1912 - Le Elezioni Politiche del 1912 a Giulianova

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Pagina dedicata ai ricordi dei "Tempi passati". Una carrellata di foto d'epoca e non per ricordare quei momenti che sono passati inesorabilmente.
 
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Le elezioni politiche del 1912  a Giulianova: La campagna elettorale attraverso un introvabile foglio di propaganda.

di Tito Forcellese
In seguito alla morte dell'On. Giuseppe Cerulli Irelli deputato del Collegio di Giulianova per ben 35 anni, avvenuta il 15 aprile 1912, gli elettori furono richiamati anticipatamente alle urne.
La scomparsa dell'uomo politico avveniva in un momento storico carico di novità. L'equilibrio raggiunto da Giolitti grazie all'apertura verso il socialismo riformista e nei confronti di radicali e repubblicani venne incrinato dalla guerra di Libia. L'impresa coloniale aveva provocato una frattura profonda all'interno del socialismo tra Riformisti e Massimalisti. Anche per questo motivo lo statista piemontese cercherà l'appoggio dei moderati e soprattutto dei cattolici, la cui organizzazione politica tardava ad affermarsi, specie per i limiti imposti dal" non expedit ".

Avv. Comm. Roberto de Vito
- Consigliere di Stato -

La nuova alleanza necessaria a Giolitti per continuare a governare e ai cattolici per uscire dall'isolazionismo, venne sancita dalla stipula del Patto Gentiloni, con cui i cattolici si impegnavano a sostenere quei candidati liberali più vicini alle loro aspettative e alla difesa di alcuni valori fondamentali. Nella provincia di Teramo la linea politica Giolittiana si concretizzò in un lungo periodo di alleanze politiche ed amministrative tra repubblicani, radicali e socialisti, che condussero alla vittoria elettorale, conseguita da Guido Celli nelle elezioni del 1913. Per ciò che concerne Giulianova la svolta demo - radicale avvenne nelle elezioni comunali del 1907; il Sindaco uscente Francesco Ciafardoni rassegnò irrevocabilmente le dimissioni il 29 ottobre e l'Assemblea Civica elesse il giovane Giuseppe De' Bartolomei, candidato dell'ala più progressista dei liberali locali.
Occorre tuttavia sottolineare che sovente nei piccoli collegi come Giulianova la battaglia politica ruotava attorno agli interessi delle famiglie più facoltose o titolate, che ambivano ad ottenere un incarico istituzionale rilevante. Ciò non  diminuisce la portata della vittoria di De' Bartolomei, ma la inserisce in una prospettiva storica che non esalta disordinatamente i cambiamenti che si verificano nella gestione della cosa pubblica.
Si affrontavano nella competizione elettorale il Comm. Roberto De Vito, Consigliere di Stato sostenuto dalla maggioranza dei Sindaci del Collegio, dai radicali e dai socialisti - riformisti giuliesi guidati dall'Avv. Attilio Re e dall'altra parte il Dott. Icilio Foligno, avvocato di Ancona appoggiato da molti commercianti locali e dall'Unione dei Partiti Popolari di Giulianova.
L'Avv. Cerulli ha gentilmente messo a mia disposizione un prezioso foglio di propaganda elettorale stampato dal Comitato pro De Vito ed uscito come numero unico; tale documento non è   reperibile nelle biblioteche locali.
Il foglio, rivolgendosi agli elettori di Giulianova, ripercorre nella pagina iniziale la carriera, la vita e i propositi per l'avvenire del Consigliere di Stato. I redattori ci informano di un incontro avvenuto a Roma il 30 aprile 1912, presso l'abitazione di De Vito, tra il candidato e una delegazione di Sindaci guidata da De' Bartolomei. E' abbastanza superfluo constatare il tono enfatico e trionfalistico con cui il foglio del Comitato poneva in risalto la figura di De Vito.
Occorre sottolineare che ambedue i candidati non avevano origini abruzzesi  se non dopo aver  acclarato  lontanissimi legami familiari; è per questo motivo che troviamo all'interno del giornale una nota simpatica sul candidato definito "Abruzzese di Firenze".
Tra i numerosi attacchi scagliati contro l'avversario Icilio Foligno vanno evidenziati quelli concernenti il suo programma politico considerato "rancido rettoricume.... zibaldone infarcito... terribilmente lungo e noioso" privo insomma  di una proposta collegata alle necessità reali della città; e infine le repliche infuocate rivolte al periodico "La Riscossa" organo ufficiale del Comitato pro Foligno,  diretto  da Edoardo Magnasco giornalista del "Corriere della Sera". Tale  foglio elettorale  restituisce agli studiosi locali un tassello di non poco conto nella ricostruzione completa del ricco mosaico di periodici operanti in provincia, soprattutto perché, essendo redatto dal Comitato pro De Vito,   si avvicinava di più al pensiero e alla volontà del futuro Onorevole.

Le origini di Giulianova

La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico.
Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia. Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo. I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
La città di Giulianova, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale. Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
Ricordato, giulianova, come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri. Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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