1902 - Quelle biciclette centenarie di Giulianova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

1902 - Quelle biciclette centenarie di Giulianova

Giulianova > Le "m'amarcord" giuliesi > Immagini "sport"
 
Pagina dedicata ai ricordi dei "Tempi passati". Una carrellata di foto d'epoca e non per ricordare quei momenti che sono passati inesorabilmente.
 
   Indice " Le M'Arcord"  ...di attività sportive
Quelle biciclette centenarie di Giulianova
Unione Sportiva Operaia Circolo “Raffaello Pagliaccetti” (20 aprile 1902). Archivio Flora Losco
Chissà com'era realmente Giulianova cento anni fa. La immaginiamo centro vivace un po' aristocratico, insomma con la classica "marcia in più" rispetto agli altri centri della provincia.
È poi volete mettere: era l'unico comune del circondario ad essere stato visitato dal re...
Ma era anche l'unico comune ad avere due settori urbani distinti (la parte alta e la marina). Distinti sì, ma anche ben uniti tra loro, a tal punto che la suddivisione era essenzialmente di ruoli e non tanto geografica (a differenza ad esempio di località come Silvi e Tortoreto, dove i centri storici sono lontani anche geograficamente dalla zona moderna e balneare).
Quella giuliese appare invece subito una separazione anomala: è una divisione essenzialmente amministrativa, dove la parte alta è quella destinata alla burocrazia e alla politica, alla cura degli affari e all'amministrazione della giustizia, mentre la "marina" è la zona moderna, in espansione, quella che si concedeva alle relazioni umane e al turismo, con il porto e lo scalo ferroviario che la aprivano al mondo. Notiamo come i ruoli siano stati giustamente conservati: a Giulianova Alta (che brutto chiamarla Giulianova Paese) sorgono tutt'oggi il Comune e la Pretura, che presto diventerà addirittura sezione staccata del Tribunale, e forse arriveranno anche gli uffici finanziari. Ma non sempre il buono viene purtroppo difeso. Prendete il caso della ferrovia: certo che lì i nostri nonni sono stati più previdenti di noi anticipando temi che sarebbero nati molto tempo dopo.
Ebbene, fino al 1954 a Colleranesco c'era la stazione ferroviaria. Con molta più lungimiranza di quella attuale, i nostri predecessori puntavano sull'importanza della strada ferrata nel campo dei trasporti sia di merci che di passeggeri, tanto che molte borgate ebbero presto la loro stazioncina. Nonostante cento anni fa non ci fossero ancora i problemi di inquinamento e la motorizzazione selvaggia sarebbe giunta molto più tardi, si capì subito l'importanza della ferrovia, importanza che oggi invece trascuriamo un po'.Un  analogo caso di stazioncina "volante" viene ricordato a Cologna Spiaggia fino ai primi anni 60: anche qui lo scalo era al servizio della popolazione che si affacciava in questo caso sulla linea ferroviaria Milano - Lecce.Poi, con la solita politica dissennata, questi impianti chiusero e fu dato via libera al traffico veicolare con tutti i problemi che sappiamo. Oggi si riparla di collegamento metropolitano sulla tratta Teramo - Pescara - Chieti (dove per giunta vive un terzo della popolazione abruzzese): timide littorine la percorrono tutti i giorni, ma le stazioni sono poche e il servizio non è perciò capillare: ah, se all'epoca si deciso di conservare anche i piccoli scali...E che dire poi delle toponomastica stradale cittadina? Piazza Buozzi era Piazza del Littorio e più tardi diventerà Largo San Flaviano (c'è ancora una vecchia lapide che lo  riporta alla memoria e forse sarebbe stato più giusto conservarle questo nome considerata la presenza dell'omonima cattedrale).Fu forse per vezzo aristocratico che si volle anche quel bel lungomare Zara, quello a doppia carreggiata stradale, unico esempio di un'ampia fascia di litorale aprutino - marchigiano, da molti definito come "funereo", o monumentale per via delle sue linee pesanti e littorie: ma pochi di noi sapevano, e lo abbiamo scoperto sfogliando il calendario 1998 del Comune, che esso assomiglia ad una strada che si trova a Bengasi, in Libia, e che probabilmente, nel costruirlo, ci si è anche ispirati.Ma quello che ci ha maggiormente colpito è stato scoprire che a Giulianova ai primi del novecento era molto attivo un gruppo ciclistico denominato Unione Sportiva Operaia Circolo R. Pagliaccetti.La scoperta è venuta da una vecchia foto contenuta nel bel calendario appena citato, costituito da immagini cittadine inedite. Ebbene, questi giovanotti baffuti di cento anni fa con accanto le loro pesanti biciclette ci hanno fatto un po' tenerezza e li abbiamo sentiti molto vicini, perché ne condividiamo in pieno la passione sportiva.
Domenico Foglia

Le origini di Giulianova

La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico.
Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia. Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo. I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
La città di Giulianova, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale. Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
Ricordato, giulianova, come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri. Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu