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1984 - Un secolo di avvenimenti e di vita bandistica 1884 - 1984

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Pagina dedicata ai ricordi dei "Tempi passati". Una carrellata di foto d'epoca e non per ricordare quei momenti che sono passati inesorabilmente.
 
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Un secolo di avvenimenti e di vita bandistica 1884 - 1984
di Gabriella Forcellese
Origini della banda
Scorrendo le carte gialle e polverose dell’archivio comunale di Blera, alla ricerca del primo documento scritto sulla banda musicale, si trova un’istanza di cinquantasei cittadini che si rivolgono al Comune per l’istituzione di un Concerto Musicale. La data: 13 Gennaio 1884.

Il maestro Pietro Moretti in tarda età, in una fotografia formato gabinetto dello studio E. Montesi di Roma.

Questa richiesta fu esaminata dal Consiglio Comunale il 16 Febbraio ma, per difficoltà economiche, la decisione in merito fu rinviata al 28 Ottobre dello stesso anno, quando furono acquistati i primi dieci strumenti musicali presso la ditta Fabrizio Ceccarini di Viterbo, strumenti da distribuire, dopo tre mesi di studio, agli allievi poveri che non avessero già provveduto con mezzi propri. Datata 31 Dicembre 1884 è la dichiarazione dei tredici musicanti componenti il primo nucleo del Concerto, in cui si rinnovano gli impegni nei confonti del Comune e cioé: di prestare servizio gratuito nelle feste paesane; di mantenere in buono stato lo strumento, che rimaneva di proprietà comunale, nonché di impegnarsi a pagare di tasca propria il maestro, per due anni, nella misura di due lire mensili ciascuno. Ma chi era questo maestro di musica? La tradizione orale lo ricorda come il Maestrone. In realtà si chiamava Pietro Moretti, fu Salvatore, nato a Giulianova (Teramo) il 19 Maggio 1852. Maestro di musica e regolarmente diplomato, arrivò a Blera all’inizio del 1884 e riuscì a sbarcare il lunario impartendo lezioni di musica e svolgendo, per due mesi, il servizio di organista nella Chiesa Parrocchiale. Dopo averne gettate le basi, attese con pazienza che il Comune istituisse il Concerto Musicale, affidandone a lui la direzione.

Nel 1885 l’organico contava già  una trentina di musicanti e coglieva i primi successi. Nel 1886, con Deliberazione n. 147 del 12 Maggio, il Consiglio Comunale nominava ufficialmente direttore del Concerto il Maestro Pietro Moretti con uno stipendio di trenta lire mensili, a patto che fosse sottoposto in tutto agli ordini del sindaco e si obbligasse a far suonare tre pezzi nuovi ogni mese (due ballabili e un pezzo concertato).
La Banda Musicale di Blera con il Maestro Pietro Moretti, nei primi anni della sua attività.
    
Poco soddisfatto del trattamento economico, il mese successivo, Pietro Moretti chiese che gli venisse aumentato lo stipendio a sessanta lire mensili, dichiarando di essere disposto ad attendere una risposta fino al 20 luglio prossimo. La decisione del Consiglio si fece attendere e quando, ultimati i lavori di mietitura e trebbiatura, esso tornò a riunirsi, Pietro Moretti aveva già lasciato il posto e, probabilmente, anche Blera.
Per qualche anno non si hanno notizie del Maestrone ma, ai primi del nuovo secolo, lo ritroviamo a Veiano, fondatore e direttore della locale banda musicale. Qui morì, all’età di anni settantuno, il 29 Marzo 1923.

Le origini di Giulianova

La presenza umana nel territorio di Giulianova data dal periodo neolitico.
Il ritrovamento di pesi fittili di forma sferica con foro centrale testimonia infatti la frequentazione dell’area da parte di popolazioni preistoriche o protostoriche dedite alla pesca. Tuttavia le origini di Giulianova risalgono agli anni immediatamente successivi alla conquista da parte di Roma della fascia medioadriatica, con la fondazione, intorno al 290 a.C., di Castrum Novum Piceni. Per la nuova colonia marittima, la seconda del Superum Mare, si scelse un terrazzo geologicamente stabile prossimo al fiume Tordino, con asse longitudinale parallelo alla costa, assai probabilmente occupato in precedenza da un centro piceno, chiamato Batinus o Batia, di cui alcuni significativi rinvenimenti, soprattutto frammenti di ceramica messapica, coppette e vasetti per unguenti, documentano gli intensi contatti con le aree dell’Apulia. Pur mancando una sicura documentazione relativa alle mura urbane, tuttavia è pensabile che Castrum Novum Piceni, il cui impianto sembra discostarsi significativamente dai consueti parametri urbanistici delle colonie romane, venne fortificato assecondando le difese naturali del terreno, in primo luogo il ciglio del pianoro, mentre la piccola sella di raccordo con la parte più alta del sistema orografico, al limite settentrionale dell’attuale cimitero, fu opportunamente approfondita e trasformata in fossato, eliminando così l’unico settore vulnerabile presente nell’apparato protettivo. I punti di accesso vennero scelti in funzione di un rapporto ottimale tra impianto urbano e collegamenti interregionali: in direzione di Roma per mezzo della via Cecilia, e mediante la Salaria verso gli altri centri della costa adriatica.
La città di Giulianova, nata come caposaldo per esercitare un penetrante controllo marittimo, divenuta importante nodo stradale e dotata di un impianto portuale si pensa esteso tanto alla sinistra che alla destra del fiume, rivestì anche, grazie alla sua posizione strategica, un rilevante ruolo commerciale. Sondaggi eseguiti nel 1986, infatti, hanno messo in luce alcune strutture abitative, riferibili al periodo compreso tra la prima fase coloniale e l’età imperiale, con settori destinati ad attività artigianali, mentre le numerose lucerne recuperate nei saggi di scavo eseguiti tra via Gramsci e il vecchio cimitero rimandano alla presenza di un impianto di produzione locale in aggiunta a siti per l’immagazzinaggio: da ciò l’ipotesi di una distribuzione funzionale dei quartieri con attività specialistiche, in prossimità delle attrezzature portuali, che conservarono la loro vocazione sino alla tarda antichità.
Ricordato, giulianova, come centro potente e fortificato da Plinio, Tolomeo, Velleio Patercolo e Strabone, Castrum Novum Piceni, che in età imperiale ebbe anche i bagni termali, conobbe una forte espansione extraurbana in direzione della costa fino a raggiungere un perimetro stimato da alcuni studiosi in oltre due chilometri. Gli strati murari del sottosuolo, e più ancora un tesoretto monetale scoperto nel 1828 in parte liquefatto e in parte arrossito dal fuoco, inducono a ritenere che nel corso della sua esistenza la città subì più di una devastazione: tuttavia Castrum Novum Piceni fu ricostruito se nel suo agro furono dedotte colonie militari da Augusto e da Nerone e se, almeno nel I sec. dell’Impero, ebbe un suo Prefetto.

 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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