Guida turistico-culturale di Giulianova. Luoghi di culto a Giulianova: Il Santuario di Maria SS. dello Splendore di Giulianova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida turistico-culturale di Giulianova. Luoghi di culto a Giulianova: Il Santuario di Maria SS. dello Splendore di Giulianova

Giulianova > Guida turistica
 

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La pesca a Giulianova ai tempi delle barche a vela. Quasi considerati dei reietti, per le loro misere condizioni di vita, i pescatori non riscuotevano eccessive simpatie in paese: le ragazze di buona famiglia rifiutavano di sposare un povero pescatore squattrinato, mentre quelle di famiglia marinara, sprovviste di dote e di corredo, incontravano molte difficoltà a trovar marito. I giovani pescatori, più intraprendenti delle loro sorelle, si recavano, perfetti sconosciuti vestiti a festa, alle sagre campagnole dei paesi vicini ed abbordavano le ragazze, con la promessa di sposarle e di portarle a Giulia, il cui nome suscitava, allora, grande fascino: ormai divenuta una cittadina, era famosa nei dintorni per lo sfarzo profuso durante i festeggiamenti della Madonna dello Splendore, con l’esibizione di numerose bande musicali di alto livello e con la rinomatissima corsa di cavalli con fantino. Molti pescatori riuscirono a conquistare e a condurre spose a Giulia belle ragazze forestiere; primi fra gli altri, i fratelli Marà, figli del “Parone” Andrea; quattro fratelli per quattro spose: di Martinsicuro, di Tortoreto, di Roseto degli Abruzzi, di Silvi. Altri pescatori seguirono il loro esempio, facendo felici molte ragazze, anche se qualcuna restò delusa. Nessuna di loro, però, mostrò mai, ai propri compaesani, segni di pentimento, continuando a cantare con convinzione:” Giulianov’ è lu cchjù bell’ sit’ la terr’ d’ l’Abruzz’ ca t’invit’ “.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
La presenza della Madonna dello Splendore a Giulianova di Padre Serafino Colangeli. Certamente la tradizione secolare dell'apparizione della Vergine Maria ad un umile contadino, Bertolino, ha un suo valore rilevante nella storia della nostra città, anche se non ne conosciamo l'anno preciso. Il 22 aprile, da tempo immemorabile, é un giorno di grande festa che ha influenzato la vita religiosa e il costume civile di Giulianova e ciò non solo in riferimento alla memoria storica dell'apparizione, ma soprattutto al perdurare e rinnovarsi per secoli di questa tradizione che ha una consistenza molto forte come dimostrano le iniziative e manifestazioni ad essa collegate che annualmente diventano sempre più solenni e variegate. Anche se i festeggiamenti durano pochi giorni, tutti i giuliesi, di qualunque età, sperimentano la gioia dell'attesa del 22 aprile che nelle sue varie manifestazioni incarna i desideri e i bisogni più profondi dell'uomo; il ritorno alle sue radici, la memoria e il suo richiamo della patria di chi é lontano, la dolcezza della famiglia, dell'amicizia e della convivialità; la professione corale della propria fede. Giulianova, Santuario di M. SS. dello Splendore e l'Ospedale Civile (in una foto d'epoca).
Il Santuario di Maria Santissima dello Splendore di Giulianova
Coordinate geografiche (GPS): Latitudine: 42.757852 | Longitudine: 13.953087

Luoghi di culto a Giulianova: Santuario di Maria Santissima dello Splendore

La fondazione del Santuario Maria SS. dello Splendore, nel 1907 annoverato tra i più celebri santuari italiani ed ancora oggi meta di numerosi pellegrinaggi, viene tradizionalmente collegata alla miracolosa apparizione della Vergine, cinta da accecante luce e assisa su un ulivo, ai piedi del quale scaturì una sorgente d’acqua, ad un taglialegna di nome Bertolino, originario del vicino villaggio di Cologna. Sul luogo dell’evento, secondo una cronaca seicentesca avvenuto il 22 aprile 1557, venne inizialmente edificata un’edicola, quindi una chiesa affidata ai monaci Celestini, che eressero un monastero di cui si fa menzione in un documento d’archivio già nel 1523, smentendo quindi l’anno indicato come quello del miracolo.
Originariamente grancia di S. Onofrio di Campli, il monastero evitò la soppressione innocenziana del 1652 grazie all’autorevole intervento del duca Giosia III Acquaviva d’Aragona, fervido patrocinatore del culto mariano, il quale ottenne la sua erezione in priorato e, nel 1656, il riconoscimento giuridico, con la cessione a favore della comunità monastica di vasti appezzamenti di terreno, masserie e di cospicue rendite in denaro.

Prendono avvio in questo periodo le modificazioni, volute da Giosia III e proseguite con il figlio Giovan Girolamo II, sull’originario organismo architettonico della chiesa. Oltre all’ampliamento dell’unico vano, venne rialzato il tetto, con volte a cielo di carrozza e controvele, e si mise mano alla facciata, terminante con un timpano con cornicione sui lati spioventi, cui venne aggiunto, sul fronte, un portichetto costituito da due archi laterali e tre anteriori. Pure alla munificenza dei due duchi e delle rispettive consorti, Francesca Caracciolo ed Eleonora Spinelli, si devono il tabernacolo dell’altare maggiore, due superbi paliotti, arredi sacri di squisito gusto artistico e una cortina di damasco finemente ricamata in oro zecchino, ancora presente negli anni Trenta dello scorso secolo e in seguito trafugata.

La statua lignea della Madonna Santissima dello Splendore


Soppresso con decreto del 13 febbraio 1807, il monastero dei Celestini, dopo reiterate istanze da parte della popolazione, nel 1847 verrà assegnato ai Padri Cappuccini, tuttora presenti, incaricati della custodia del culto mariano. Si deve ai religiosi l’innalzamento, intorno al 1857, della torre campanaria con la cuspide ad otto vele diritte, dal 1914 inglobata in due piani dell’attiguo e ora fatiscente ex ospedale, la costruzione dell’ampia Sacrestia, sostituitasi alla precedente ormai inadatta, e i lavori che, oltre a consentire la realizzazione, a partire dal 1927, dell’attuale convento, hanno modificato, dal 1937 al 1959, la chiesa, ulteriormente ampliata e dotata nel 1946 di un nuovo Altare maggiore.


 Nell’edificio sacro, a croce greca e decorato con grandi pitture murali eseguite nel 1954 su progetto di P. Giovanni Lerario da Alfonso Tentarelli, si conserva una statua lignea dipinta e dorata della Madonna con il Bambino benedicente, di autore ignoto e risalente al XV secolo, probabilmente qui trasferita dalla chiesa madre della città.
Dagli anni ’50 dello scorso secolo la statua è inserita in una raggiera, simbolo della luce divina, posta sopra un tronco di albero rievocante l’ulivo su cui apparve per la prima volta. Vicino al tronco, dalle cui radici sgorga l’acqua benedetta, vi è la statua del veggente Bertolino in atto di meraviglia.
Notevole, nell’adiacente sacrestia, è la pala cinquecentesca, raffigurante la Vergine con il Bambino in gloria e i santi Pietro, Paolo, Dorotea e Francesco, opera del Veronese. Pure nella sacrestia è il bel tabernacolo ligneo, con inserti d’ebano, realizzato tra il 1720 e il1723 e attribuito ai maestri “marangoni”, cioè gli ebanisti cappuccini, fra Serafino da Nembro, fra Michele della Petrella e fra Stefano da Chieti. Del pittore Giacomo Farelli sono i seicenteschi quadri ad olio su tela presenti nel coro rappresentanti l’Immacolata concezione, l’Annunciazione dell’Angelo a Maria, la Natività di Gesù e l’Assunzione di Maria al cielo. Gli interventi di recupero e valorizzazione avviati a partire dal 1986, oltre ad aver interessato la facciata della chiesa, riportata al nudo mattone, e condotto alla realizzazione di un nuovo portico adornato di mosaici, hanno permesso il ripristino, nel chiostro, dell’antico bagno. L’acqua della polla sorgiva, creatasi a seguito dell’apparizione miracolosa e situata sotto l’altare maggiore della chiesa, mediante apposita canalizzazione viene raccolta in apposite vasche e in una piccola piscina realizzate sotto un porticato in travertino: l’ambiente è stato impreziosito con mosaici policromi raffiguranti scene del Nuovo e del Vecchio testamento e con artistici bassorilievi in marmo. Notevole, poi, è la monumentale Via Crucis collocata lungo la ripida e panoramica via Retta o Bertolino: le grandi statue di bronzo, sistemate su ampie piazzole, sono opera dello scultore Ubaldo Ferretti, allievo di Pericle Fazzini.

La presenza della Madonna dello Splendore a Giulianova di Padre Serafino Colangeli. La Madonna dello Splendore esprime nella sua persona la bellezza intangibile della verginità e lo splendore caldo della maternità; due doti umanamente contrastanti, ma che in lei sono mirabilmente unite ad esprimere il mistero della incarnazione di Dio che, ponendo la sua tenda tra noi, ha reso ancora più bella e significativa la natura da lui creata e con le sue meravigliose parabole (prima di tutto la parabola di Dio nella vita di Gesù) ci ha invitato a scoprirne i segreti, il significato nascosto, accentuando ancor di più il simbolo di quanto esiste e di quanto l'uomo realizza; simbolo che esprime attesa della realtà non caduca che viva aldilà del sipario e alla quale l'uomo aspira e nella quale vive col suo desiderio più intensamente che nel suo divenire nella storia. All'ordine dei segni appartiene il piccolo Santuario della Madonna dello Splendore con la piccola icona della Vergine-Madre, plurisecolare (ahimé! Essa é quasi l'unico vestigio che rimane del tempo trascorso) ed in quanto segni esprimono realtà più profonde che l'intelligenza e il desiderio dell'uomo vi hanno infuso sia in confronto al suo passato che al suo avvenire. Mi è caro pensare che nella seconda metà del Quattrocento, mentre gli Acquaviva facevano erigere la bellissima cupola di San Flaviano, segno del potere e della ricchezza, fuori le mura di Giulianova esisteva o veniva eretta una cappella umile che rappresentava quella parte di popolo, contadino e povero, ma ricco di fede, di speranza e di sentimento autentico verso la Madre di Dio. E se qui la Vergine si degnava apparire ad un umile contadino, ciò esprimeva la sua predilezione per i piccoli e i poveri che lei stessa aveva sottolineato nel canto del Magnificat: ha guardato la povertà della sua serva.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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