TURISMO ENOGASTRONOMICO IN PROVINCIA DI TERAMO - Il vino - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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TURISMO ENOGASTRONOMICO IN PROVINCIA DI TERAMO - Il vino

Teramo > Speciale Teramo > Peccati di gola
 
 
 TURISMO MARE/MONTI IN PROVINCIA DI TERAMO
    
I PECCATI DI GOLA
IL VINO IN PROVINCIA DI TERAMO

Quella teramana è una produzione vitivinicola di assoluta qualità. Oltre al ben noto Montepulciano, conosciuto e premiato in tutto il mondo, sono presenti vini locali di grande carattere come il Trebbiano, la Passerina, il Pecorino e il Montonico. Discreta anche la coltivazione di vitigni internazionali come lo Chardonnay, il Cabernet e il Sauvignon. La qualità dei vini teramani è riconosciuta e garantita dalle presenza di ben cinque denominazioni: una DOCG, tre DOC e una IGT.
 
Il Montepulciano d’Abruzzo
Presente in coltura dal 1700, il Montepulciano è un vitigno a bacca rossa molto generoso, ben adattato alle dolci e assolate colline abruzzesi, tipicamente allevato a tendone, anche se recentemente offre ottime produzioni su spalliera. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendenti al granato con l’invecchiamento. Al naso ha un profumo intenso con sensazioni complesse che vanno dai frutti rossi come la marasca, alla frutta secca, alle spezie come il tabacco, fino all’etereo. In bocca si presenta asciutto, caldo, vellutato, con un bel tannino. Robusto e con una marcata persistenza è dotato di un’ottima evoluzione. Il Montepulciano giovane è particolarmente indicato per accompagnare primi piatti strutturati. Sottoposto ad invecchiamento si sposa bene con carni e formaggi stagionati. La tipologia cerasuolo presenta un colore rosato vivace, un odore fine e intenso, floreale e fruttato, con sentori evidenti di ciliegia, fragolina e violetta, e un sapore fresco, morbido, delicato con retrogusto gradevolmente mandorlato. Si abbina con primi piatti, carni bianche e formaggi giovani, ma si sposa perfettamente anche con il brodetto di pesce alla giuliese.
 
Il Trebbiano d’Abruzzo
Vitigno a bacca bianca appartenente alla grande famiglia dei Trebbiani, presente quasi solo in Abruzzo, nel 1994 è stato registrato nel catalogo nazionale delle varietà. Il vino si presenta con un colore giallo paglierino, un odore fine e complesso che varia dai fiori di ginestra e biancospino alla frutta esotica e agli agrumi, un sapore fresco, sapido e vellutato con un tipico finale ammandorlato. Si abbina perfettamente ai primi piatti in bianco e ai piatti di pesce.
 
Il Pecorino
Vitigno appartenente alla famiglia dei Trebbiani, è presente da lungo tempo nelle Marche e in Abruzzo. Quasi scomparso è stato riscoperto e rimesso in produzione solo negli ultimi anni. Il vino è di colore giallo paglierino, con intensi profumi di fiori di campo e agrumi maturi. Al gusto è fresco, caldo, intenso, con una buona persistenza. Facile da abbinare con piatti strutturati, formaggi freschi e stagionati e pesce.
 
Il Montonico
Vitigno autoctono, a bacca bianca, presente fin dall’epoca romana in provincia di Teramo, nelle zone di Bisenti e Poggio delle Rose. Il vino si presenta con un colore giallo più o meno carico, con profumi di fruttato e spezie non ben marcati, morbido e con una discreta acidità in bocca. Negli ultimi anni ne è stata sperimentata positivamente la spumantizzazione. Per la sua bassa gradazione è ottimo come aperitivo o per antipasti a base di pesce.
 
La Passerina
Vitigno a bacca bianca appartenente alla famiglia dei Trebbiani, autoctono delle regioni centrali dell’Italia. Viene coltivato in piccole quantità in Abruzzo dove è stato denominato “Trebbiano Campolese”. Il vino è di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, con odori di floreale e di frutta e con una buona struttura. Si abbina perfettamente ai primi piatti in bianco e al pesce in generale.


LE DENOMINAZIONI

La DOCG Montepulciano d’Abruzzo “Colline Teramane”
Questa DOCG, istituita nel 2003, costituisce senza dubbio il prodotto di eccellenza dell’enologia teramana. I vini sono prodotti da uve provenienti da vigneti ubicati nei soli comuni della provincia di Teramo, su terreni ad un’altitudine non superiore ai 550 msl, con una resa massima di 90 quintali per ettaro ed impianti con un minimo di 3.500 ceppi per ettaro. Il vino è fatto con il Montepulciano per un minimo del 90% e con il Sangiovese fino ad un massimo del 10%. La vinificazione avviene nell’ambito della stessa zona di produzione. Prima di essere immesso sul mercato, il vino è sottoposto ad un periodo di invecchiamento di due anni di cui almeno uno in botti di rovere o di castagno e sei mesi di affinamento in bottiglia. Il vino, sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a tre anni, può portare in etichetta la menzione “riserva”, fermi restando i periodi minimi di utilizzo del legno ed affinamento in bottiglia.
 
La DOC Controguerra
La zona di produzione di tale DOC, istituita nel 1996, è nella Val Vibrata, nei comuni di Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella, un territorio di infinita bellezza a due passi dal mare. Nell’ambito di questa DOC si producono numerosi vini sia con vitigni autoctoni come la Passerina, che internazionali come lo Chardonnay, il Cabernet, il Merlot. Varie le tecniche di vinificazione utilizzate. Delizioso il passito bianco fatto con trebbiano, malvasia e passerina o rosso con uve montepulciano. Una citazione a parte merita lo spumante sempre più convincente con il passare degli anni, ottenuto con il trebbiano o con un uvaggio che prevede anche lo chardonnay, il verdicchio ed il pecorino.
 
La DOC Montepulciano d’Abruzzo
La DOC di ambito regionale è riservata al vino, nelle tipologie rosso e cerasuolo, ottenuto dalle uve provenienti da vigneti di “Montepulciano”. Possono concorrere uve di altri vitigni a bacca rossa non aromatici per un massimo del 15%. I vigneti, ubicati in terreni ad altitudine di 500 metri slm devono avere una resa massima non superiore a 140 quintali per ettaro. Il vino può fregiarsi della menzione “riserva” qualora sia stato sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore ad almeno due anni, di cui nove mesi in botti di legno. Qualora le uve vengano vinificate in presenza della buccia solo per un limitato periodo di fermentazione, è concesso al vino ottenuto, in considerazione del suo colore, rosso ciliegia, l’uso in etichetta della specificazione “Cerasuolo”. Il nome deriva dal termine dialettale “cerasa” che indica la ciliegia.
 
La DOC Trebbiano d’Abruzzo
La DOC di ambito regionale è riservata al vino bianco ottenuto dalle uve provenienti da vigneti di Trebbiano d’Abruzzo e/o Toscano. Possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca bianca non aromatici per un massimo del 15%. I vigneti, ubicati in terreni ad altitudine di 500 metri slm devono avere una resa massima non superiore a 140 quintali per ettaro.
 
L’IGT “Colli Aprutini”
L’IGT è riservata ai vini bianchi, rossi e rosati ottenuti da uve provenienti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni autorizzati per la provincia di Teramo. Il vino riporta l’indicazione del vitigno quando le uve dello stesso concorrono alla sua produzione per almeno l’85%. Tra i bianchi le produzioni più comuni sono quelle di Chardonnay, Passerina, Malvasia, Montonico e Pecorino. Tra i rossi: il Pinot nero, il Cabernet, il Merlot e il Montepulciano tagliato con altre uve.


 
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