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TURISMO ENOGASTRONOMICO IN PROVINCIA DI TERAMO - I dolci

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 TURISMO MARE/MONTI IN PROVINCIA DI TERAMO
    
I PECCATI DI GOLA
I DOLCI TERAMANI

I caggionetti

Legati in genere alle feste e alle ricorrenze religiose, ma consumati in ogni occasione, i dolci teramani si distinguono per la loro tipicità e varietà.
Famosi sono quelli natalizi: i pepatelli, biscotti secchi preparati con un impasto di miele, buccia d’arancia grattugiata, mandorle tritate e pepe macinato; i bocconotti e le sfogliatelle, fatti con un ripieno di marmellata d’uva ed altri ingredienti come mandorle tritate e cedro; i caggionetti, grossi ravioli di pasta sfoglia, ripieni di crema di castagne e ceci lessati, cioccolato, rhum, miele ed altri ingredienti ancora, fritti e conditi con zucchero e cannella.
Caratteristici della festa di Sant’Antonio Abate sono “li cillitte d’ Sant’Antonie”, dolci a forma di uccelletti, riempiti di marmellata, mandorle, cioccolato, buccia d’arancia, caffè e cannella.
Durante il Carnevale, oltre ai già citati ravioli fritti è tradizione consumare le neole e le frappe.

I bocconotti

Nel periodo di Quaresima si consumano i tarallucci, fatti con farina, zucchero e olio. Ci sono anche quelli con l’anice, ottimi con il vino. Tipiche della festa di San Giuseppe (19 marzo), sono le zeppole, ciambelline fatte con impasto di miele, farina, uova e vino cotto, fritte o al forno e riempite di crema pasticcera. È tradizione guarnirle con un’amarena candita.
Classica del periodo pasquale è la pizza di Pasqua, tipica per la presenza dell’anice, il cedro, l’uva secca e la cannella. Dedicata ai più piccini è la cosiddetta pizza cola, realizzata con gli stessi ingredienti e l’aggiunta decorativa di un uovo sodo.
Da gustare in ogni periodo dell’anno i pasticcini di mandorla, tipici della Val Vomano e della Val Fino dove l’arte pasticcera è una tradizione.
A Bisenti si fanno i tatù, mostaccioli a base di miele, cacao, mandorle, cannella ed altri ingredienti. Vengono normalmente consumati a secco, ma sono eccelsi se conservati sotto spirito.


“Li cillitte d’ Sant’Antonie“

Il dolce di Atri è il Pan Ducale. È un prodotto, la cui ricetta risale al 1300, fatto di uova, farina e mandorle e farcito con cioccolato fondente.
Altro dolce tradizionale, presente in ogni festa è il croccante, preparato con le mandorle tostate, messe in una casseruola piena di un composto caldo di zucchero, miele e arancia grattugiata e fatte raffreddare. Il croccante può assumere diverse forme: la più classica è quella “a castello”.
Tradizione dolciaria di Mosciano è il libretto di “cargini”, preparato con i fichi secchi e un composto di mandorle, cioccolato e canditi, il tutto pressato in un apposito stampo.

La pizza dolce

Ed infine le torte tra cui la crostata di ricotta, la sfogliata di mele e la “pizza dolce”, il classico dolce delle feste realizzato con il pan di Spagna farcito da strati di crema, cioccolato e trito di mandorle e bagnato con rhum o altro liquore. Quella di Montorio prevede uno strato di marmellata d’uva con mandorle e cacao al posto della crema di cioccolato.
È tradizione accompagnare dolci e merende con un bicchiere di vino cotto, un prodotto davvero originale ottenuto dalla riduzione fino al 30% del mosto che viene, appunto, fatto bollire e messo a maturare in botte. Ogni anno la botte viene ricolmata con il vino cotto dell’ultima annata, operazione che si sussegue anche per dieci, venti anni prima del consumo.
Il risultato è un vino da fine pasto, di grande corpo e dal bouquet inconfondibile, in cui il gusto dolce non sovrasta mai il retrogusto amarognolo. La produzione è quasi esclusivamente domestica, ma non è raro trovarlo anche sui tavoli di qualche buon agriturismo.


 
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